PREMIER | Recovery, Conte a Porta a Porta: “Se non riusciremo, il Governo dovrà andare a casa con ignominia”

“Sulla sanità tantissimi fondi, sul turismo dobbiamo fare sicuramente di più, tenuto conto però che alcune misure di sostegno sono dedicate al turismo". Sul Mes sanitario “decide il Parlamento”. Parlare di una 'lista Conte' o di un M5s guidato dal premier "non ha senso".

Giuseppe Conte, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, parla del Recovery plan: “non possiamo disperdere le risorse”, “se non riusciremo in questo intento il Governo dovrà andare a casa con ignominia”.

“Uno degli obiettivi prioritari anche del Recovery e’ rendere piu’ efficiente la Pubblica amministrazione. Rendere piu’ efficiente la Pa e’ importantissimo: anche in questa fase di Covid ci siamo resi conto che ci sono alcuni ministeri che non hanno tante professionalita’ necessarie, come ad esempio gli statistici”.

Quella presentata alle forze di maggioranza “è una bozza di lavoro” del Piano per il Recovery Fund italiano. “Ci sono alcuni appostamenti – ha precisato – che non mi soddisfano completamente. Io stesso mi riservo di fare alcune proposte di modifica. Sul turismo dobbiamo fare sicuramente di più, tenuto conto però che alcune misure di sostegno sono dedicate al turismo, come i ristori”.

“A testimoniare come quella è una bozza di lavoro – ci hanno aiutato i tecnici ma le scelte politiche le dobbiamo ancora compiere e si fanno attorno al tavolo – dico che secondo me quei progetti sono ancora troppo numerosi. Dobbiamo sfoltirne qualcuno, dobbiamo ancora concentrare per esprimere al meglio un indirizzo strategico”.

Sul Mes sanitario “decide il Parlamento”, ma bisogna avere chiaro come utilizzarlo significherebbe aumentare ancora il debito pubblico, lasciando un “fardello non da poco” sulle spalle delle giovani generazioni.

“Negli incontri con le forze di maggioranza abbiamo già discusso di stanziamenti che sono già in questa bozza del Recovery per la salute. Nove miliardi sono pochi? Ho invitato tutti a considerare che quando facciamo questi calcoli dobbiamo tenere conto che molti progetti sono trasversali. per esempio quando ragioniamo dell’efficientamento degli edifici pubblici c’è l’efficientamento degli ospedali, lì abbiamo altri sei miliardi… Stiamo già parlando di 15 e anche più miliardi di partenza”.

Comunque “ho detto che sono disponibile a discutere, se necessario, di rinforzare gli investimenti per la sanità, alla quale stiamo dedicando particolare attenzione in questo 2020. Credo che abbiamo già superato i dieci miliardi per la sanità”.

Parlare di una ‘lista Conte’ o di un M5s guidato dal premier “non ha senso”, secondo Giuseppe Conte. “A me fa piacere che state qui a discutere… Io sono schiacciato dal piano vaccinale, dalla pandemia, dal G20… Il mio orizzonte è il mio impegno attuale, così assorbente che non ha proprio senso che io mi metta a fare questi ragionamenti”.

VACCINO

Mentre l’ipotesi di un obbligo per la popolazione è “residuale”, sulla possibilità di obbligare gli operatori sanitari a vaccinarsi contro il Covid 19 “c’è un dibattito anche fra di noi, a livello di decisori e di responsabilità politiche e istituzionali”. “Aspettiamo un attimo, sono tutte persone responsabili e sanno che di fronte a una pandemia del genere, garantire non solo se stessi e i propri familiari ma i pazienti che loro quotidianamente trattano è una priorità per tutti. Anche lì, se dovessimo andare in difficoltà potremmo valutare soluzioni alternative”.

VARIANTE CORRE VELOCE, DAL VENETO STRANI DATI

“Se gli esperti ci dicono che la probabilita’ di una terza ondata e’ concreta – e ora si presenta anche la possibilita’ di una variante inglese che corre molto piu’ veloce e dal Veneto arrivano strani dati da approfondire – io non ci penso due volte a rafforzare la cintura di protezione per il periodo natalizio, perche’ lasciando correre rischieremmo una nuova ondata”.