Matteo Renzi, alla Festa Democratica di Piombino, ha detto: “Per cambiare il mondo non serve un profeta, serve un leader, certo, perche’ se c’e’ un leader si fanno le cose, se non c’e’ si traccheggia. Ma per fare il leader serve qualcuno che abbia voglia di mettersi in gioco. Serve un partito che sappia rinnovare e profumare di futuro". ”Bisogna innovare, chi non innova, chi non cambia, perde e o il Pd e’ capace di essere sulla frontiera del cambiamento o sara’ destinato a perdere sempre”. Se sapremo lavorare bene, “andremo a conquistare l’Italia per mostrare il volto piu’ bello del nostro Paese”.
Dal palco della festa il sindaco di Firenze lancia una stoccata ai vertici del Pd: "Con quale faccia puoi chiedere agli altri di rispettare le sentenze se tu non rispetti le scadenze?". Così Renzi è tornato a parlare della data del congresso del partito. Il leader dei rottamatori ha poi ironizzato: "non c’e’ mica fretta, si sono solo perse le elezioni. E un partito e’ democratico se ogni tot anni si fa un congresso".
Renzi durante il suo intervento ha sottolineato la necessita’ di "riconquistare i delusi" e soprattutto quelli del Pd. "Va riportato entusiasmo tra i nostri, che non ne possono più. E la prima cosa da rottamare sono le correnti. Se si vince vanno avanti quelli bravi non quelli fedeli, quelli infrattati nelle sedi nazionali". Bisogna puntare su chi ha "un’idea da condividere e non una tessera da mostrare".
“Usiamo il Congresso come una occasione per raccontare l’Italia che vogliamo costruire nel 2030 e nel 2040. Non dobbiamo – ha ammonito – usare il Congresso e le primarie per decidere chi ha il ciuffo o gli occhi piu’ bellini. Anche perche’ gli occhi piu’ belli – ha scherzato – ce li ha Cuperlo e quindi e’ inutile discutere”.
Insomma, la sinistra immaginata da Matteo Renzi e’ quella che punta alla ”innovazione” e non alla ”nostalgia”, una sinistra che ha ”coraggio” e non ”paura”. ”Si dice – ha sottolineato – che ci vuole la sinistra e io sono d’accordo. Ma dobbiamo intenderci su cosa vuol dire sinistra. C’e’ stata una sinistra capace di conquistare posizioni nel diritto del lavoro ma c’e’ stata anche la sinistra che in Parlamento si e’ astenuta sullo statuto dei lavoratori. Quindi la sinistra puo’ voler dire tante cose. C’e’ stata la sinistra degli innovatori e quella che ha votato contro i televisori a colori. Io – ha detto – credo che la sinistra in questo Paese debba essere la sinistra che sceglie di mettere la residenza in un luogo che e’ la frontiera, non che e’ il museo, deve scegliere la parola curiosita’ non nostalgia, deve indicare l’innovazione non la conservazione, deve scegliere lo stile del coraggio non della paura”.
































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