Un congresso piu’ lontano e meno lacerante: il Pd prova a modificare il ‘timing’ dell’assise nazionale, in attesa che si chiariscano le prospettive del governo e di conseguenza del partito. Ma la ‘grande attesa’ per Matteo Renzi, dato nei giorni pronto a scendere in campo, e’ destinata ad essere frustrata. A chi lo ha sentito nelle ultime ore, il sindaco di Firenze ha opposto ancora una volta un personale ‘gran rifiuto’. Non sara’ un rinvio del congresso quello che Guglielmo Epifani proporra’ oggi ai Democratici, riuniti nella direzione nazionale. Ma un suo parziale ‘congelamento’, si’. I termini statutari che fissano per luglio la data ultima per la presentazione delle candidature nazionali slitteranno con ogni probabilita’ all’autunno. Intanto partiranno i congressi locali, quelli provinciali e di circolo, che nel 2009 si fecero dopo l’elezione del segretario nazionale, e non prima.
Il tutto, a quanto si apprende, dovrebbe essere affidato a un comitato per il regolamento congressuale che deve allineare il nuovo calendario del partito con lo statuto. La procedura serve a raffreddare il clima interno, o meglio a non farlo riscaldare troppo, considerato che il Pd e’ ormai al governo con un suo uomo di punta.
Nel frattempo Guglielmo Epifani dara’ vita a una gestione collegiale e plurale. Nella sua segreteria entreranno esponenti di tutte le anime democratiche, a cominciare dai renziani, con Luca Lotti al dipartimento Enti Locali, al fianco del bersaniano Davide Zoggia, che guidera’ l’organizzazione. Ma la presenza dei renziani alla vertice del Pd non porta automaticamente alla candidatura di Renzi al congresso.
A chi lo ha sentito nelle ultime ore, il sindaco e’ tornato a dire che lui non correra’ per la segreteria. Tanto meno se l’ipotesi dovesse nascere nell’ambito di una chiamata alle armi che venga dai maggiorenti democratici. Anzi, quando ha letto sui giornali che sarebbe entrato nel ‘caminetto’, il sindaco e’ trasalito: "Ma questi sono matti…".
































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