Quando parla lui, sembra che stia parlando la divinità in persona: le domande dei giornalisti sono venate di circospezione (per noi dovrebbero essere nello stile della circonvenzione); le sue risposte sempre uguali e non hanno contraddittorio; la sua ostinazione nel fissare i suoi otto punti incontrovertibili scaricando sugli altri la responsabilità dello stallo (della serie: o accettate quello che dico io o peggio per voi!) ha del demenziale; le giuste osservazioni di Renzi sono derubricate come coltellate alla sua persona.
Eppure, le interviste, sempre con le stesse risposte, sono quotidiane; le dichiarazioni, aspettate con reverenziale speranza, non sortiscono effetto; perfino le battute del ben più lucido Napolitano, dirette proprio a lui, cadono nel vuoto. Ne’ larghe intese, ne’ voto, ci dice da 50 giorni. Ci dice che Berlusconi e’ inaffidabile perche’ ha fatto cadere Monti, e corteggia invece Grillo che farebbe cadere tutto il Palazzo. Parole folli, analisi inaccettabile, consentita solo a lui.
Ma chi è questo Pier Luigi Bersani? Quale forza erculea gli si attribuisce? Quale senso ha che continui a ripetere che e’ disposto a farsi da parte se nessuno glielo chiede? Abbiamo il sospetto che siano quei duecentocinquanta nuovi nominati che occupano poltrone da difendere con unghie e con denti a dargli tutta questa importanza. Si riuniscono per discutere e votano per lui, poi si riuniscono ancora e rivotano per lui. Nessuno di loro, e in questo c’è veramente da registrare sintonia con i miracolati grillini, vuole che si torni a votare o intende sconfessare chi li ha introdotti nella casa dei loro sogni. Si sono allocati bene, loro, chissenefrega se l’Italia intanto langue. Colpa di Berlusconi, come sempre. Che coraggio questi comunisti! Non mangiano i bambini, ma hanno mangiato di certo l’intelligenza di chi continua a votarli.
































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