Patenti di guida, Ungaro (IV): “Governo concluda accordo bilaterale con UK”

“Dal 1 Gennaio 2022 le patenti di guida conseguite nel Regno Unito non saranno più valide per la circolazione in Italia, mettendo in grave difficoltà migliaia di cittadini italiani, europei, britannici”

On. Massimo Ungaro

“Ieri il Sole24Ore ricordava che dal 1 Gennaio 2022 le patenti di guida conseguite nel Regno Unito non saranno più valide per la circolazione in Italia, mettendo in grave difficoltà migliaia di cittadini italiani, europei, britannici, che sono rimpatriati o che si sono stabiliti nel nostro paese a seguito della Brexit. In mancanza di un accordo bilaterale, questi cittadini saranno obbligati a sostenere nuovamente l’esame, nonostante abbiano già certificato la loro idoneità di guida”. Così afferma l’On. Massimo Ungaro di Italia Viva, eletto in circoscrizione Estero-Europa.

“La legge infatti – prosegue il deputato – prevede che le patenti extracomunitarie siano valide per un anno sul territorio italiano prima di dover essere convertite, periodo che avrebbe potuto consentire a questi cittadini di effettuare gli esami, ma come riporta il Sole24Ore citando i dati dell’EFA (la federazione europea delle autoscuole), la pandemia ha comportato un raddoppiamento dei tempi in Italia, circa 17 mesi in media, a causa della cronica mancanza di personale nella Motorizzazione”.

“Lo scorso 30 settembre il Sottosegretario Benedetto Della Vedova rispose a una mia interrogazione sul tema indicando che il negoziato tra Italia e Regno Unito per giungere a un accordo era in fase avanzata. Di questo mi rallegro e ringrazio il governo, ma il tempo scorre, da qui il mio appello a concludere l’accordo entro la fine dell’anno o a concedere una proroga di 6 mesi alla validità delle patenti britanniche. Ricordo inoltre che già oggi le patenti italiane sono valide per la circolazione nel Regno Unito fino a scadenza: forse per reciprocità ora tocca all’Italia fare un passo. Altrimenti – conclude Ungaro – molti cittadini, che magari hanno bisogno di poter guidare per lavorare, rischiano di pagare il conto della Brexit una seconda volta”.