Questo ‘Grande’ Papa Benedetto, secondo alcuni esimi e preparatissimi commentatori televisivi e della carta stampata, sarebbe un Papa di transizione? Sarebbe un Papa pre-conciliare perché ha difeso con tenacia alcuni dogmi fondamentali della Chiesa? Questo Pontefice sarebbe un prete sempliciotto che al momento cruciale della propria vita abbandona il proprio alto compito episcopale? Questo novello Pietro con il quale la Chiesa ha ripreso vigore intellettuale, dogmatico, superando perfino gli atavici preconcetti sulla “Scientia”, riproponendosi invece con futuristici concetti filosofici sul rapporto Fede-Ragione (non compresi neanche da molti altissimi prelati ed eruditi scienziati) sarebbe un mediocre professorino di seminario, … insomma questo grande Papa, solo perché ha riconosciuto “umanamente” che il degrado fisico del “piccolo operaio” della Fede non può più sopportare il peso del Governo Universale della Chiesa e chiede di essere messo a riposo, sarebbe un Papa che abbandona? Ma questa è scuola di vita! Non per un Papa, ma per un essere umano!
L’importante è che il “prete” Ratzinger non abbandoni mai, fino alla fine cosciente della propria vita, cosa che non farà mai, perché una “persona” umile ed onesta, come tutti i puri di cuore e di sentimenti, è una persona intelligente che agisce con le doti fondamentali per un cattolico: Fede, Speranza e Carità. Il vero titolo che spetta a questo Papa è BENEDETTO “IL GRANDE”.
Scrissi nel 2009 in una rubrica del Cardinal Martini, sul Corriere della Sera: “L’essere umano porta nel proprio ‘genoma’ la traccia profonda della Trinità, di Dio-amore”. Era un’affermazione di papa Benedetto XVI scandita prima dell’Angelus recitato in piazza San Pietro. Questo Papa, ed al di là delle manifestazioni pubbliche oceaniche, molto folcloristiche ed accattivanti per i media televisivi mondiali, si presentò umilmente e quasi sommessamente come uno dei più grandi artefici e ri-edificatori della Chiesa Cattolica Universale. Egli è riuscito perfino, contraddicendo pienamente i super scienziati materialisti, a ricondurre, tramite i binari dalla filosofia teologica, il “Concetto” super materiam. Altroché conflitto tra “Fede” e “Ragione”. Chi afferma questa fesseria, vuol dire che non ha compreso la reale portata delle rivelazioni manifestate da Papa Ratzinger! Egli riunì il concetto in uno solo: la Fede è una sublimazione della Ragione, ovvero: la ragione è un metodo empirico per arrivare alla Fede!
Papa Benedetto ha proposto, infatti, una Chiesa concettuale-filosofica a fronte dell’impoverimento relativista causato, sicuramente, dalle costanti guerre (anche di carattere religioso) in essere, ma anche dallo sviluppo esponenziale che ha assunto la conoscenza scientifica ed i suoi progressi materialistici (neanche negli stessi ambiti vaticani è un concetto che non è stato bene rielaborato e digerito). Perfino esimi vaticanisti, impreparati a questa rivoluzione epocale culturale, travisarono le sue parole, come quando credettero che il Papa Ratzinger avesse fatto il famoso discorso contro il «relativismo» storico perché ce l’aveva con i lefebvriani e non contro il derivare della dottrina cattolica verso un eccessivo pragmatismo ateista. Fu tacciato, pertanto, anche di essere un Papa anti, o pre-conciliare, perché, facendo ragionare quei seguaci di Lefebvre, li fece rientrare pentiti, nei ranghi del Cattolicesimo conciliare.
Con questo Grande Papa siamo stati in presenza di un “vero prete” filosofo che parlava non da primate politico o da regnante o da leader o capo gestore di un apparato mondiale burocratico religioso; che parlava essenzialmente, insomma, con le parole semplici della pura dottrina evangelica, al di sopra delle misere beghe terrene dei pettegolezzi e delle disavventure umane di infimo ordine. Basti pensare a quando parlò durante il Secondo sinodo per l’Africa: “un "virus" minaccia l’Africa: il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici…”. Papa Ratzinger fu l’unico a lanciare angosciosamente quell’appello! Basti ricordare come affermò che nella chiesa cattolica, l’obbedienza dei sacerdoti, è primaria. Non fu certo un’azione di un prete timoroso! E cosa dire della più grande rivoluzione in seno alla Cristianità da mezzo millennio a questa parte: il Papa approvò una "costituzione apostolica" che predispone l’accoglienza di quei fedeli, sacerdoti e vescovi anglicani che hanno deciso di abbandonare la “Comunione anglicana” per convertirsi al cattolicesimo, dove l’atteggiamento dell’ala liberal stava prendendo piede nei confronti dell’ordinazione di omosessuali e di donne. Approfondiremo con calma tutti i temi svolti dal nostro Papa Benedetto il Grande! Per ora: pace e preghiere in memoria del Papa, ancora al suo posto!
































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