Orfini (PD): “Zingaretti fa il martire, ma non so se passa per martire…”

“Zingaretti se n’è andato perché ha fallito la linea politica dell’alleanza col M5S e della piegatura nei confronti di Conte. Il suo lo ritengo uno sfogo”

Matteo Orfini, deputato del PD, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulla crisi del PD ha detto: “Vedremo cosa dirà e farà Enrico Letta, che è una personalità autorevole ed avrebbe un effetto positivo, però l’arrivo di un nuovo segretario non può essere la ragione per impedire una discussione che ci deve essere. Il PD ha un problema soprattutto di linea politica, Zingaretti se ne va perché ha fallito una linea politica, quella costruita sull’accordo col M5S e alla piegatura nei confronti di Conte. Linea fallita nel momento in cui non nasce il governo Conte ter e nasce il governo Draghi. Zingaretti fa il martire, ma non so se passa per martire, il suo lo ritengo uno sfogo. Io due anni fa dissi di sciogliere e rifondare il Pd, perché si vedeva già la fatica che si faceva, non tanto elettoralmente, quanto nella capacità di attrarre e rappresentare forze nuove, di convincere un cittadino elettore di centrosinistra di iscriversi al PD per fare una battaglia. Io sono un terribile correntista del Pd, un giornalista ci chiama giovani turchi, ma noi quando vinse Zingaretti e impostò la sua linea al congresso non eravamo d’accordo con quella linea e abbiamo deciso per scelta di rimanere fuori da ogni incarico di governo e di partito e siamo andati a fare le nostre battaglie. Credo che questo sia il modo sano di vivere il pluralismo del Pd. Un po’ diverso quando le componenti interne diventano solo componenti di presidio del potere interno. Noi abbiamo bisogno di una discussione vera”.

Su Giuseppe Conte. “E’ chiaro che dentro la pandemia c’è stato un tentativo di protezione sociale indispensabile che abbiamo fatto tutti insieme per evitare che i cittadini fossero abbandonati a se stessi, questa era una strada abbastanza obbligata ma comunque è stata percorsa. Io comunque faccio fatica a pensare a Conte come leader di sinistra, un leader di sinistra innanzitutto non fa un governo con Salvini. Conte è un trasformista, un leader buono per tutte le stagioni a prescindere da quello che si fa. Non è la mia idea di sinistra e la mia idea di politica”.

Sulle frasi di Casalino (‘cancri nel PD’). “Si è scusato, ma resta comunque una frase indegna, che fa male a chiunque abbia sofferto. Questo è un tratto tipico del M5S, la violenza verbale, questo modo di delegittimare gli altri è nel loro dna”.