"Dieci anni fa, un camion imbottito d’esplosivo poneva fine al rispetto per il lavoro degli operatori umanitari. Quel rispetto – che rendeva possibile l’azione umanitaria – aveva avuto inizio alla fine dell’Ottocento e, fino all’attentato contro il Canal Hotel di Baghdad del 19 agosto 2003, era prevalso sulla violenza dei campi di battaglia". Lo afferma in una nota la presidente della Camera, Laura Boldrini. "Nell’attentato, in cui morirono ventidue persone provenienti da oltre dieci Paesi diversi, perse la vita anche Sergio Vieira de Mello, il Rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite", sottolinea la Boldrini, che lo ricorda come "un uomo fuori dal comune, che aveva ottenuto risultati straordinari nei negoziati di pace a Timor Est e che avrebbe potuto – e dovuto – dare ancora molto alla causa della pace. Come avrebbero potuto farlo i funzionari, gli impiegati ed i giornalisti morti quel giorno e come non pote’ piu’ farlo il personale ONU in Iraq, che fu ritirato dopo gli attacchi e vi fece ritorno solo molti mesi dopo". Il decimo anniversario degli attacchi al quartier generale delle Nazioni Unite a Baghdad cade in un momento in cui le violenze settarie in Iraq sono tornate ad uccidere centinaia di persone ogni mese, mentre l’attenzione internazionale si concentra sui drammi che stanno vivendo l’Egitto e la Siria. "La mia solidarieta’ va alle popolazioni civili di tutti quei Paesi in cui non vi e’ pace e sicurezza, cosi’ come a chi sta loro accanto. Non dobbiamo mai dimenticare che la maggior parte di quanti arrivano sulle coste italiane, rischiando la vita in mare, fugge da Paesi come Afghanistan, Iraq, Egitto, Siria, Somalia ed Eritrea", sottolinea la presidente della Camera.
Proprio a seguito dell’attentato contro il personale delle Nazioni unite a Baghdad del 2003, fu istituita la Giornata internazionale umanitaria, per sensibilizzare sul lavoro umanitario e ricordare i tanti operatori uccisi, feriti o rapiti ogni anno – i morti sono stati quasi mille in questi dieci anni – mentre forniscono assistenza alle popolazioni piu’ vulnerabili del pianeta. "A tutti gli operatori umanitari che hanno subi’to violenze o sono stati uccisi mentre svolgevano indifesi il loro lavoro insostituibile ed a tutti coloro che oggi, a dispetto dei pericoli, sono sul campo ad aiutare chi ne ha bisogno deve andare la nostra profonda riconoscenza. La loro azione fa molto spesso, per la popolazione civile, la differenza tra la vita e la morte", conclude la presidente Boldrini.
































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