C’è grande attesa per ciò che potrà accadere domani, martedì 30 luglio, giorno in cui è prevista l’udienza della Cassazione per ciò che riguarda il processo Mediaset. L’ipotesi del rinvio è ancora in piedi, ma anche quella che vede i giudici entrare in Camera di consiglio per leggere il dispositivo della sentenza. La difesa dell’ex presidente del Consiglio e’ affidata all’avvocato Franco Coppi che secondo alcune indiscrezioni farebbe ruotare la sua arringa intorno al travisamento delle prove sul ruolo di Berlusconi nel processo Mediaset. Sono tre le ipotesi in campo: conferma dei 4 anni di reclusione e dei 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, assoluzione, annullamento delle condanne con rinvio a un nuovo processo d’appello.
Nel caso arrivasse una conferma alla condanna del Cavaliere, sono imprevedibili le ripercussioni sul quadro politico e le reazioni del PdL. L’uomo di Arcore sembra intenzionato a praticare in tale eventualità una strategia non aggressiva. Solo ieri, secondo le anticipazioni pubblicate da “Libero”, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Berlusconi spiegava: se sarò condannato sono pronto al carcere, non farò cadere il governo e non farò l’esule come Craxi. Eppure, fino all’ultimo è impossibile prevedere cosa accadrà davvero.
Il PdL, compatto, è sul piede di guerra. Ancora oggi le dichiarazioni dei vari esponenti azzurri non fanno pensare a nulla di buono, per quanto riguarda la continuità del governo Letta. In caso di conferma della condanna a Berlusconi da parte della Cassazione, la deputata del Pdl, Renata Polverini ha detto, ad Agora’ estate su Rai Tre: "Sono convinta che Berlusconi ci portera’ a ragionare. Pero’ di fronte ad una sentenza definitiva della sua condanna, faccio fatica ad immaginare che noi si stia serenamente, se accade domani, a votare in aula per esempio l’ecobonus. Come minimo un ragionamento tra di noi lo dovremo fare per capire quale posizione assumere. Perche’ e’ un fatto grave, si cancellano vent’anni di storia".
Fabrizio Cicchitto, esponente di punta del Popolo della Libertà, non crede che alla fine Berlusconi sarà condannato, anche perché – spiega – “esiste un lungo elenco di motivazioni giuridiche che remano in quella direzione e che fanno ritenere un evento del genere assai improbabile". “Certo, il governo è a rischio. Ma di sicuro non per colpa del Pdl, ma per i contrasti nel Pd oltre agli effetti del fortissimo bombardamento mediatico su questa vicenda giudiziaria che coinvolge l’ex presidente del Consiglio".
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, in un’intervista a la Repubblica afferma: “La condanna di Berlusconi e’ un’ipotesi che non prendiamo neanche in considerazione. Ho avuto la fortuna di conoscere bene gli atti, mi sono informato e conosco bene Silvio Berlusconi. Per questo sono certo della sua assoluta estraneita’. La Cassazione non potra’ che assolverlo”.
Nunzia De Girolamo, ministro per le Politiche agricole, in un colloquio con il Messaggero, non riesce a “prevedere le reazioni del partito e del nostro popolo di fronte a una sentenza negativa. Stavolta il popolo non sara’ silente. Il nostro e’ un partito che si regge sulla figura di Berlusconi. E quello Mediaset e’ un processo assurdo. Confalonieri giustamente e’ stato assolto. Che senso avrebbe condannare Berlusconi che non aveva nessun ruolo?”.
Nel dibattito che ruota intorno al processo Mediaset, si fa sentire anche Augusto Minzolini, senatore PdL: "Al di la’ delle intenzioni dei partiti noi avremmo una situazione per cui con la criminalizzazione del leader del principale partito c’e’ il rischio che una buona parte di questo Paese resti orfana di una rappresentanza politica. Da questo punto di vista quindi non c’e’ una scelta – osserva l’ex direttore del Tg1 – ma una sorta di clausola di dissolvenza dell’attuale governo per motivi diversi che possono riguardare Pd e Pdl: e’ chiaro che in un modo o nell’altro si rischia di tornare alle elezioni".
































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