Dopo il ‘non expedit’ di Beppe Grillo sulla legge elettorale, il fronte ‘trattativista’ del Movimento Cinque Stelle si manifesta con un documento, a firma del senatore Francesco Campanella. Una posizione che apre margini di trattativa con le altre forze politiche, a cominciare dal Pd di Matteo Renzi, autore di un appello pubblico sul tema.
Campanella, che condivide l’apertura di un dibattito pubblico sulla legge elettorale, contesta pero’ l’assunto base di Grillo, secondo il quale il Parlamento in carica e’ composto da ‘abusivi’ ed e’ dunque delegittimato a fare la riforma. Napolitano, a suo dire, dovrebbe sciogliere le Camere subito dopo la pubblicazione della sentenza della Consulta sul porcellum. Su queste basi, una parte dei parlamentari grillini, vicini alle posizioni ortodosse del filosofo del diritto Paolo Becchi valuta anche l’ipotesi shock dell’Aventino. Campanella offre un ancoraggio a chi ritiene invece che bisogna trattare per la riforma del sistema di voto. Il senatore Cinquestelle della commissione affari costituzionali ricorda sulla base della sua esperienza parlamentare che "nel comunicato che ha annunciato la propria decisione la Corte Costituzionale ha affermato che il Parlamento di questa legislatura ha piena legittimita’ a cambiare la legge elettorale".
La stessa riadozione del Mattarellum, che una parte del M5s chiede prima di andare a votare, "sarebbe comunque un atto di produzione legislativa, impossibile se il Parlamento attuale non fosse legittimato a legiferare". Quanto poi alla soluzione tecnicamente preferibile, Campanella ricorda che "il Mattarellum non consente agli elettori di scegliere il candidato che gli piace di piu’" mentre la facolta’ di scelta del candidato era uno dei punti fermi del programma M5s per le politiche. "Nelle righe iniziali si denunciava che ai cittadini era stata sottratta la scelta degli eletti, costringendolo a scegliere un simbolo invece del candidato preferito", spiega infatti. Insomma "il Mattarellum non e’ il massimo. È meglio del Porcellum ma il Porcellum grazie alla corte oramai non c’e’ piu’". A quanto si apprende da fonti del M5s, sulle posizioni del senatore siciliano si riconoscono diversi parlamentari, una decina dei quali al Senato.
































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