L’INTERVISTA | Vittorio Feltri: “Quando parla Conte non riesco neanche ad ascoltarlo, è logorroico”

“Con il Coronavirus dicevano che saremmo migliorati, ma erano tutte scemenze, l’umanità rimane una schifezza che non cambia mai”

Vittorio Feltri

Vittorio Feltri è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Mattina con noi” condotta da Emanuela Valente su Cusano Tv Italia (ch. 264 dtt).

Sui monopattini. “Ieri mentre uscivo di casa, ho aperto il portoncino della mia abitazione che dà sul marciapiede, è arrivato un siluro col monopattino e mi ha sfiorato minacciando di travolgermi –ha affermato Feltri-. Quindi d’ora in poi uscirò con un bastone e prima di mettere il piede fuori metterò il bastone, così se dovesse arrivare uno di quei deficienti in monopattino, farebbe lui una brutta fine e non io. Questa è l’ultima manifestazione di imbecillità collettiva, sfrecciare sul marciapiede non mi sembra un uso corretto del mezzo. Il sindaco di Milano ha anche incentivato l’uso di questo mezzo quindi si vive nell’angoscia perché arrivano da tutte le parti questi siluri”.

Sulle abitudini degli italiani. “In conseguenza dello sviluppo della tecnologia sono cambiate molte abitudini rispetto al passato, a cominciare dai telefonini che ormai sono diventate delle protesi. Sostanzialmente l’umanità rimane una schifezza che non cambia mai, può migliorare in alcune situazioni, ma non si possono registrare miglioramenti che trasformino la terra in un paradiso. Con il Coronavirus dicevano che saremmo migliorati, ma erano tutte scemenze. All’inizio la novità della clausura poteva anche piacere a qualcuno, ma dopo un paio di settimane di reclusione è cominciata l’insofferenza come era ovvio che fosse. Il Coronavirus ha incrementato solo i cimiteri e gli ospedali, ora viviamo con la paura di una nuova ondata. Qualcuno dice questa cosa, qualcuno la nega, quindi non si riesce a capire a chi dovremmo dare retta. Io so soltanto che ogni pandemia prima o poi finisce, naturalmente dopo aver provocato varie vittime, non credo che in questo caso le cose andranno diversamente”.

Sul premier Conte e l’economia. “Quando parla Conte non riesco neanche ad ascoltarlo – ha affermato Feltri -. E’ logorroico, continua a verbalizzare qualsiasi cosa, poi alla fine non combina niente. Io sono convinto che l’economia quando tocca il fondo rimbalza, mentre una persona quando va sotto terra non rimbalza e crepa, quindi io mi preoccupo più della salute degli italiani che dell’economia. Tutti i dati macroeconomici ci stanno dicendo che le cose non vanno affatto così male come vengono descritte. Anche i giornali sono molto pessimisti e vanno a caccia di notizie brutte, ma la realtà è che in manifattura e cemento siamo ancora il secondo Paese in Europa, abbiamo dei settori che soffrono, come il turismo e gli esercizi pubblici, però per il resto la vita sta riprendendo, non vedo catastrofi all’orizzonte. Quando le nostre abitudini avranno ripreso il vecchio corso anche questi esercizi riprenderanno a lavorare”.

Sul governo. “Noi di Libero stapperemmo delle bottiglie di champagne se il governo dovesse andare a casa. Io sono convinto che questo governo, così come i precedenti, non sarà in grado di semplificare un bel niente. La sinistra è specialista nel criticare gli altri, ma quando si tratta di fare si comporta peggio di tutti”.

Sugli sbarchi. “Salvini da ministro dell’Interno ha dimostrato di saperci fare nel contenimento delle ondate migratorie, quindi è l’unico di cui mi fido. Oggi la notizia vera è che sono arrivate all’Isola d’Elba le balene. Le balene sono arrivate e siamo contenti, perché non ci costano niente e non hanno il Coronavirus, mentre i nuovi immigrati non solo vengono qua, ci tocca mantenerli, non sappiamo dove metterli e li trattiamo male, li buttiamo per strada o li sfruttiamo per la raccolta dei pomodori, ma oltretutto portano anche il virus, come se non bastasse quello che già abbiamo qua”.

Sulla crisi del governo gialloverde e lo strappo del Papeete. “Si possono solo far delle ipotesi. In quel momento il consenso della Lega era cresciuto enormemente, quindi Salvini era convinto che se si fosse andati a votare avrebbe sbaragliato. Zingaretti gli aveva promesso che si sarebbe andati ad elezioni invece non è stato così. Quindi il povero Salvini è stato ingenuo, è caduto nella trappola ed ora è fuori dai giochi, mentre gli altri sono ancora lì anche con l’appoggio del virus perché in piena pandemia di certo non si poteva andare a votare. Adesso è estate e non si vota, quindi ne riparliamo in autunno e sono convinto che anche in autunno non si combinerà niente”.

Sul centrodestra al governo. “Vorrei andare a votare prima di pensare a quale sarà il prossimo governo. Oggi ci basiamo sui sondaggi, ma sono altalenanti quindi non possiamo fidarci, solo le urne possono dirci come la pensano gli italiani, che quando si tratta di andare a votare sono poco riflessivi”.

Su Zingaretti. “Concordo con l’ultimo sondaggio del Sole 24 ore che dice che Zingaretti è il peggior governatore d’Italia. Non c’era bisogno del sondaggio, basta guardarlo in faccia e si capisce subito che è una persona completamente vuota”.

Governatori della Lega i più apprezzati. “Non è un caso che il sondaggio indichi come governatori più apprezzati quelli della Lega. Zaia è un governatore che ha già dimostrato nel corso degli anni di essere all’altezza del ruolo, la gente glielo riconosce. Lo stesso vale anche per Fedriga nel Friuli, che è una persona seria e capace. Lo stesso vale per la governatrice dell’Umbria. La Lega ha un’impronta culturale amministrativa in grado di consentire a quei territori di funzionare al meglio”.

Su Luigi Di Maio. “Ha compiuto 34 anni, ma pensavo ne avesse 84. Non lo tengo minimamente in considerazione, mi sembra del tutto sprovveduto, impreparato. Non posso dar retta ad uno che pensa che la Russia sia un Paese mediterraneo e che Matera sia in Puglia. Non lo prendo sul serio”.

Su Grillo. “Grillo è un genio assoluto, è stato un grande comico, poi ha fondato un partito che è diventato il primo partito italiano, un partito fondato sul Vaffanculo. Uno che riesce a fondare un partito così importante sul vaffanculo non può che essere omaggiato”.

Su Renzi. “Purtroppo non ha più quel patrimonio di voti che ha sperperato nel corso degli anni con un comportamento autolesionistico, però rimane una persona intelligente, brava, con grande personalità, mi stupisco che non sia stato capace di rimanere a galla perché di possibilità ne aveva, poi se dovessimo contare i suoi errori faremmo notte”.

Su Vincenzo De Luca. “Lo amo, mi è molto simpatico, lo ascolto volentieri, è divertente, però non vivendo in Campania non so dare un giudizio su come amministri la Regione, mi limito ad osservare la persona e a nutrire per esse il massimo della stima. Campani inferiori? E’ ovvio che mi riferivo alla situazione economica, ma la situazione economica è fatta anche dalle persone, non è che piova dal cielo lo sviluppo economico. Purtroppo la situazione è politica, perché al sud non sono mai state realizzate infrastrutture adatte a spingere la propulsione economica, c’è un sottosviluppo, siamo pieni di mafie, perché comanda la ‘Ndrangheta? Perché funziona meglio dello Stato e quindi vince sempre. Questo lo sanno anche i meridionalisti più intelligenti e preparati. Sono cose che si dicono da sempre, ma se le dico io succede un casino. Ho chiamato tante volte polentoni i miei conterranei e nessuno ha detto niente, se chiamo i meridionali terroni mi piove addosso di tutto, ma io comunque me ne frego. Noi a Libero siamo pieni di meridionali e sono bravissimi, dopo 3 mesi che arrivano qua apprendono il nostro stile di vita, si innamorano e non vogliono più tornare indietro”.

Verna, presidente dell’Ordine dei giornalisti, ha dichiarato che avrebbe voluto riaccompagnare Feltri sulla strada giusta. “La strada giusta di Verna non so quale sia, visto che questo signore fa il giornalista da 30 anni e nessuno sa chi sia, quindi è la strada dell’anonimato la sua, gliela lascio volentieri. Io non sono un canarino, non mi piace stare nella gabbia, per questo me ne sono andato. Non voglio essere schiavo del politicamente corretto, del pensiero unico di sinistra, voglio essere me stesso e dire ciò che mi va di dire, senza appiattirmi nel conformismo più becero che regna nell’ordine dei giornalisti. Un tempo i giornalisti erano impiegati di lusso, adesso sono impiegati ordinari”.

Sul politicamente corretto. “Oggi si fa la guerra al vocabolario. Sono talmente stupidi che si appiattiscono volontariamente su schemi insensati e vogliono costringere tutto il popolo a parlare come vogliono loro, mentre la lingua è divulgata dal popolo, quindi ha ragione il popolo, non questi quattro fessi che pensano di essere intelligenti perché usano il termine nero anziché negro”.