L’italiano unisce oggi una comunità globale di 80 milioni di persone, la lingua italiana va difesa e promossa oltre confine investendo risorse importanti: è la sintesi della prima Conferenza dell’Italofonia, promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
L’iniziativa punta a costruire una rete internazionale che coinvolge Paesi molto diversi tra loro, dalla Svizzera all’Albania, dalla Somalia all’Argentina, fino a Croazia, Tunisia, Grecia, Malta, Vaticano, San Marino, Slovenia, Romania, Bulgaria, Macedonia e Libia.
Nella cornice di Villa Madama, sotto le volte affrescate da Raffaello, la conferenza ha messo in evidenza il ruolo dell’arte, della musica, dell’opera, del cinema e dello sport nella diffusione della lingua italiana nel mondo.
Tra i protagonisti c’era Jean Todt, ex capo della Ferrari e oggi inviato Onu per la Sicurezza stradale, che ha ricordato come l’Italia gli abbia permesso di vivere la sua passione per i motori e di apprendere valori come dialogo e lavoro di squadra. Per lui l’italiano è stata la lingua della velocità e della sicurezza.


All’evento hanno partecipato rappresentanti provenienti da cinque continenti: il calciatore brasiliano Careca, mito del Napoli di Maradona; l’ex rugbista e allenatore Diego Dominguez, italiano di origine argentina; la speaker ed ex supermodella argentina Valeria Mazza; la scrittrice Nadeesha Uyangoda; la coreografa britannica Carolyn Smith; l’attrice greco-italiana Dorotea Mercuri.

Con due milioni di studenti in 130 Paesi e la presenza dell’italiano in 900 università, la nostra lingua continua a espandersi.
Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, ha ricordato che un migliaio di scrittori non italiani ha scelto di utilizzare l’italiano, sostenuti da una rete di 400 comitati, 350 centri d’esame, 110 presidi letterari e numerose scuole diffuse nel mondo.
La Conferenza dell’Italofonia dimostra che la lingua italiana non è solo un patrimonio culturale, ma una forza capace di creare legami tra continenti e identità diverse. Promuoverla significa riconoscere l’Italia come una comunità globale che continua a crescere e a dialogare con il mondo attraverso la ricchezza della sua cultura.































