Legge Stabilità, Lupi: risorse ai pilastri della nuova crescita

"Non penso sia mancato il coraggio nel fare la legge di stabilità. Volevamo e vogliamo che questa legge di stabilità segni una svolta, indicando quale sia la strada giusta e muovendo in quella direzione. Abbiamo individuato i pilastri della nuova crescita, lì mettiamo le risorse oggi disponibili e metteremo tutte le altre che ci aspettiamo arrivino nel 2014". Così, in una intervista al Sole 24 Ore, il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, secondo cui l’impianto complessivo della manovra "finanzia lo sviluppo senza gravare su imprese e famiglie".

Spiega quindi quali sono i pilastri della strategia per la crescita che si deve dedurre dal ddl approvato: "Lo ha detto chiaramente il presidente del Consiglio: diminuire la pressione fiscale, diminuire il costo del lavoro per ridare competitività alla nostra economia, cambiare il rapporto tra spesa pubblica corrente e in conto capitale. Su questo cammino – che significa destinare tutte le risorse disponibili alla crescita – c’è unanimità nel governo al di là delle sottolineature che la singola forza politica può fare. È un risultato importante, aver definito una strategia di governo".

E prosegue: "Non si può scambiare la nostra prudenza nel quantificare le risorse aggiuntive per mancanza di coraggio. Dobbiamo quantificare gli effetti della nostra manovra prima di destinare le risorse aggiuntive". E, pensando alle infrastrutture, precisa che "gli 11,4 miliardi della legge di stabilità non sono le prime risorse destinate alla crescita per il 2014. Con il decreto del Fare avevamo già sbloccato molti cantieri con un’attuazione, peraltro, a tempo di record".

In merito ai cantieri afferma che "il disegno strategico è chiaro: anzitutto completare la rete dell’Alta velocità, finire la Salerno-Reggio, chiudere il Mose, riavviare i piani di manutenzione di Anas e Fs, rifinanziare le opere dei piccoli comuni. Alla prossima riunione del Cipe avvieremo anche le defiscalizzazioni con la Orte-Mestre", "stiamo finanziando non tutte le grandi opere ma solo quelle che riteniamo prioritarie. Poi non c’è dubbio che dovremo anche completare il ridisegno strategico, approvando in tempi strettissimi anche i piani porti e aeroporti". Quindi si augura che sul taglio del cuneo fiscale "nel passaggio parlamentare si possa introdurre la riduzione delle imposte in un’unica soluzione anticipata, magari con l’aiuto delle imprese". Evidenzia anche la soluzione trovata con il ministro Franceschini per reintrodurre la deducibilità da parte delle imprese dell’Imu sugli immobili strumentali all’attività di impresa: "A mezzanotte sembrava scomparsa, siamo riusciti a reintrodurla sia pure al 20 per cento".