L’antisemitismo in Europa è preoccupante

L'antisemitismo di oggi non è solo di matrice neonazista, ma è anche di matrice islamista e cresce con la complicità di una sinistra che, in nome della sua atavica ostilità alle politiche liberali, si è genuflessa di fronte alla mezzaluna

Una donna di religione ebraica è stata accoltellata nella città svedese di Helsingborg. Ci sono problemi per gli ebrei anche nel Regno Unito, in Francia e in Germania. La situazione non è tanto tranquilla neppure qui in Italia. L’antisemitismo in Europa sta diventando un problema sempre più evidente e non può più essere eluso o messo in secondo piano.

Dopo la II Guerra Mondiale, sembrava che la situazione si fosse normalizzata. In realtà, l’antisemitismo è sempre stato presente, anche se spesso non è stato evidente, ad eccezione di alcuni casi eclatanti. Ora, però, il problema si sta ripresentando in modo palese.

L’antisemitismo di oggi non è solo di matrice neonazista, ma è anche di matrice islamista e cresce con la complicità di una sinistra che, in nome della sua atavica ostilità alle politiche liberali, si è genuflessa di fronte alla mezzaluna. Il caso più eclatante è quello del Partito Laburista di Jeremy Corbyn, nel Regno Unito. Dunque, il problema dell’antisemitismo c’è. L’ha denunciato anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in una trasmissione televisiva che è andata in onda su “Canale 5”.

Purtroppo, si sta arrivando anche alla violenza fisica contro gli ebrei e agli insulti e alle minacce contro chi (per esempio) simpatizza per Israele.
Penso agli insulti rivolti al filosofo ebreo francese Alain Finkielkraut mentre camminava in una via di Parigi, ed anche io stesso ne so qualcosa.
Per essermi esposto in favore di Israele, ho subito attacchi verbali. Addirittura, la parola “ebreo” è usata per offendere le persone. Quando si usa la parola “ebreo” in senso dispregiativo e per offendere le persone, si capisce che il clima è pessimo. Questi sono i fatti.

Forse questa sinistra dovrebbe guardare in casa sua e dovrebbe anche fare attenzione a chi sceglie come alleato, invece di continuare a parlare di “pericolo fascismo”, riguardo a quello che fa il ministro degli Interni Matteo Salvini o a ciò che fanno i sovranisti.