La Ue vuole case “green”, ma è una patrimoniale camuffata

Per i tecnocrati di Bruxelles, gli edifici presenti nell'Unione europea sarebbero responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra. Questo provvedimento ha il sapore dell'ideologia

Casa green
Casa green

La direttiva dell’Unione Europea con la quale si chiede ai proprietari di case di renderle “green” fa discutere. Il suo iter è in corso. Da quello che si sa, si può dire essa sia una follia. Infatti, si tratta di una vera e propria patrimoniale camuffata. Un simile provvedimento è un’imposizione di obblighi di ristrutturazione che per tanti proprietari di case qui in Italia costerebbero molti soldi. Se questo provvedimento fosse implementato, tanta gente si troverebbe sul lastrico e tante famiglie sarebbero rovinate.

Per i tecnocrati di Bruxelles, gli edifici presenti nell’Unione europea sarebbero responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra. Questo provvedimento ha il sapore dell’ideologia. Deve essere ricordato che i Paesi che inquinano di più non sono quelli europei ma sono la Cina e l’India. Inoltre, qui in Italia l’80% delle famiglie ha una casa di proprietà. Non si tratta di ville, ma di case normali. Quindi, se questo provvedimento diventasse legge, tanta gente rischierebbe di trovarsi senza soldi.

Il provvedimento in questione dovrebbe valere anche per le ville storiche e per i castelli? I tecnocrati europei provino a modificare un castello del Medioevo o una villa rinascimentale che magari può avere anche degli affreschi pregevoli all’interno. Dunque, in tutto ciò si nota un attacco a ciò che è il diritto di proprietà. Deve essere ricordato anche che il Paese che produce i pannelli solari è la Cina, la quale è tra i maggiori responsabili dell’inquinamento, oltre a non essere certo un Paese che brilla per democraticità. Non risulta che Greta Thunberg sia andata a Pechino o a Shanghai a fare i suoi comizi. Tutto ciò dimostra la natura ideologica di un provvedimento che deve essere fermato, prima che possa essere implementato e causare dei danni.