LA LETTERA | Caro direttore, ti racconto gli indios dell’Amazzonia

“Ai tempi in cui li ho conosciuti, gli indios venivano sterminati in due modi molto semplici: il regalo della camicia di nylon e l'apertura di strade…”

Caro direttore,

    grazie per aver avuto voglia di pubblicare la notizia su Bolsonaro e la situazione in Amazzonia. Una iniziativa che fa di te un uomo speciale. Una  voce importante, anzi fondamentale, di risveglio delle coscienze, di incoraggiamento alla formazione di un pensiero più maturo, solidale e rappresentativo di quello che dovrebbe essere l’uomo del futuro.

Un pensiero da Età dell’Acquario, per dirla con i ragazzi di “Hair”, purtroppo ormai passati di cottura insieme con l’idea che davvero l’amore possa governare le stelle.

Io gli indios li ho conosciuti, nel mio peregrinare alla ricerca di culture diverse. Sono persone semplici, ingenue e abbastanza sprovvedute da credere all’amicizia dello straniero che sorride ipocrita e offre un dono dietro al quale si nasconde l’insidia mortale.

Ai tempi in cui li ho conosciuti, gli indios venivano sterminati in due modi molto semplici: il regalo della camicia di nylon e l’apertura di strade.

La camicia di nylon non permette la traspirazione e con il clima torrido della foresta, la cui umidità raggiunge quasi sempre il cento per cento, ti fa morire di polmonite in una settimana. Amen.

La strada nella foresta divide in due un territorio e funziona un po’ come il muro di Berlino: separa vite sentimenti abitudini necessità e criteri organizzativi, dando il via alla disgregazione. Funziona così per gli indios, ma anche per la fauna di qualunque specie.

Poi sono arrivati il disboscamento e gli incendi e le coltivazioni più o meno intensive e la vita del più grande polmone verde del Pianeta, con tutti i suoi miracoli misteri e valori, ha incominciato a morire.

Con i legittimi abitanti della foresta scompaiono i manufatti di artigianato tribale, le belle collezioni di ornamenti di piume multicolori che formano orecchini collane e fermagli per i capelli, le tradizioni millenarie, un sapere antico e imperdibile del vastissimo patrimonio di medicina naturale.

Sono gli stessi scienziati a farci sapere che conosciamo meno del due per cento dei segreti vegetali amazzonici. I giornali tacciono. I crimini dovuti all’avidità e all’asservimento al denaro sono considerati meno importanti delle previsioni del tempo.

Ti lascio con una vecchia profezia che la dice lunga e la spiega bene: “Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia”.

E’ degli indiani d’America della tribù dei Crew (Stati Uniti, altro genocidio di cui non importa niente a nessuno, e a voler vedere ci sarebbero anche gli aborigeni australiani). La giro a chiunque abbia orecchie per sentire.

Ma tornando a noi e a proposito di schiaffi: e la prospettiva di un Quirinale bunga-bunga, come la vogliamo chiamare?