ITALIANI NEL MONDO | L’Italia è la casa di tutti gli italiani iscritti all’AIRE, BASTA IMU!

Casa italiani all’estero: abitazione principale in Italia per tutte le generazioni di italiani all’estero iscritti all’AIRE (non seconda casa). Spunti per un disegno di legge ad hoc

La casa degli italiani all’estero, parte integrante ed essenziale delle risorse del Paese, deve costituire un riferimento costante e garantito per le generazioni presenti e future di tutti gli italiani che sono stati costretti ad emigrare, che lo sono ancora o che lo saranno anche in futuro, sia in cerca di lavoro o per maturare esperienze lavorative al di fuori dall’Italia.

Essa deve essere considerata a tutti gli effetti come l’abitazione principale in Italia di tutti gli iscritti all’AIRE.

Il mantenimento del possesso dell’immobile in Italia, costruito, acquistato, ereditato o da ereditare, costituisce il ponte attraverso il quale le giovani generazioni italiane all’estero, nate nei paesi di emigrazione dei loro genitori, potranno essere certe, anche in futuro, di poter godere con frequenza della bellezza del territorio italiano.

Il mantenimento del possesso dell’immobile da parte degli italiani all’estero in Italia o l’acquisizione di esso riveste una particolare importanza forse più sul piano affettivo e culturale che non su quello prettamente economico, inteso come investimento.

Esso assurge a valore di testimonianza fisica di un’appartenenza, impregnata dei valori ricevuti, dalle esperienze pregresse vissute, all’esigenza di allargare l’orizzonte culturale attraverso l’approfondimento delle conoscenze delle proprie radici. Nell’abitazione dei padri si materializzano il desiderio e la possibilità di custodire, mantenere e saldare il legame con l’Italia, attraverso il quale si estrinseca, si rafforza e si completa anche il modo di sentirsi cittadini italiani e di vivere il valore dell’italianità.

Che ruolo e che importanza assegnare alla politica in questo contesto? Ad essa spetta in primo luogo il compito di rispettare e difendere la casa degli italiani all’estero, proprio al contrario di quanto è avvenuto finora.

Rispettarla significa riconoscere lo sforzo per mantenerla. Significa riconoscerne il concorso all’economia territoriale. Significa onorare l’investimento dei capitali guadagnati all’estero. Significa difendere gli interessi del territorio. Difenderla significa assegnarle un trattamento fiscale paritario rispetto all’abitazione principale dei connazionali.

E’ dovere di tutti gli italiani, del popolo italiano, non disperdere questo patrimonio.

Col tempo si è venuto forse a creare un muro di indifferenza, di latente ostilità che si annida forse proprio nei territori ristretti, dove l’emigrante, non percepito più come connazionale, una volta festeggiato nell’apposita festa folkloristica, viene visto quasi come straniero; soggetto da temere, da ostacolare, da penalizzare, da tenere alla larga, fuori dal contesto, persona che usurpa, che vuole profittare, un privilegiato.

Sarebbe invece necessario un cambiamento di approccio di tipo culturale opposto, che ne previlegi l’interazione, il contatto, il desiderio di sentirsi parte integrante della comunità.

Perchè non pensare ad un pacchetto promozionale che agevoli e promuova la frequenza dei territori di provenienza e dell’Italia per tutti i cittadini italiani all’estero, che preveda:

  • defiscalizzazione della casa;
  • sconto biglietti aerei con compagnia di bandiera;
  • eliminazione tassa di soggiorno turistico per italiani residenti all’estero.

In questi giorni si sta parlando molto della costituenda commissione bicamerale per le questioni degli italiani all’estero, una sorta di convocazione degli Stati generali. L’augurio è che proprio in questa sede, se non qui e non ora, si assumano degli impegni puntuali e stringenti in tal senso che portino ad una soluzione definitiva e permanente, in tempi rapidi, di tutte le questioni ormai già da lungo tempo sul tappeto.

Si spera che l’attenzione generale sulle problematiche degli italiani all’estero non scemi pensando che, in modo pretestuoso, visti i danni conseguenti alla pandemia, ben altre siano le priorità del Paese.

Vero è che, come la storia dell’emigrazione insegna, proprio gli italiani all’estero hanno sempre fornito, anche e soprattutto nei momenti peggiori, un contributo importante al nostro Paese. Sfruttare tutta la potenzialità che l’altra Italia fuori dai confini nazionali offre al Paese costituisce un’opportunità da non continuare a sprecare. L’Italia è la casa di tutti gli italiani iscritti all’AIRE.