Italiani nel mondo, Garavini (Pd): “Ogni emigrato è un investimento che se ne va”

“Le rimesse che i nostri expat mandano a casa - 7 miliardi nel 2016, circa mezzo punto di Pil - non compensano l'investimento fatto dall'Italia per formarli. Investimenti di cui beneficeranno altri Paesi”

Sempre più giovani lasciano l'Italia per cercare all'estero nuove opportunità

Laura Garavini, senatrice Pd eletta nella ripartizione estera Europa, Vicepresidente Commissione Difesa, introducendo i lavori del convegno ‘Famiglie senza confini. Sfide e opportunità’ oggi presso la Sala Isma del Senato, ha detto: “La mobilità è un bene. Se però non è circolare, rischiamo di perdere preziose risorse umane che decidono di mettere a frutto all’estero quanto hanno appreso in Italia. Portando con loro anche le famiglie di origine. Questa ‘fuga di braccia e cervelli’ per il Paese rappresenta una perdita. In tutti i sensi. Ogni emigrato, spesso ben istruito, è un investimento che se ne va”.

“Ogni dottore di ricerca, ad esempio, è costato allo Stato circa 230mila euro, mentre un laureato 170mila e un diplomato 90mila, secondo i dati dell’Ocse. Una perdita di talenti che rischia di influenzare negativamente il benessere e la sostenibilità del Paese. Che così si svuota delle sue risorse ed energie migliori”.

“Le rimesse che i nostri expat mandano a casa – 7 miliardi nel 2016, circa mezzo punto di Pil – non compensano l’investimento fatto dall’Italia per formarli. Investimenti di cui beneficeranno altri Paesi. Occorre sostenere il rientro con misure virtuose, come le norme sul Controesodo, fortemente voluto dal Pd. Ma non solo”.

“I nostri talenti rientrano – ha concluso Garavini – se sosteniamo l’occupazione, la giusta retribuzione, le possibilità di carriera in base al merito. E poi se favoriamo la conciliazione tra tempi di lavoro e natalità, come si fa in tanti paesi europei. Dove la cura dei figli è ripartita tra entrambi i genitori. E non affidato solamente alla madre. Se, in definitiva, facciamo di tutto non solo per farli tornare, i nostri talenti all’estero. Ma anche, e soprattutto, per farli rimanere”.