A quei parlamentari eletti all’estero che spingono tanto per lo ius soli, e che in oltre sei anni non hanno combinato una mazza per gli italiani nel mondo, verrebbe da dire: tornatevene a casa vostra, lontano dallo Stivale. Non perdete altro tempo e non fatene perdere a noi; a noi giornalisti che da oltre due legislature aspettiamo invano di raccontare qualche vostro successo in favore delle comunità italiane oltre confine; a noi italiani nel mondo, che da anni elemosiniamo la vostra attenzione, che ci concedete con il contagocce e solo quando pare a voi, quando vi fa comodo. Fatevi e fateci un favore: sparite. Se siete più vicini agli immigrati che ai vostri fratelli italiani residenti nei cinque continenti, prendete armi e bagagli e tornatevene da dove siete arrivati. Faremo a meno di voi, maledizione! Dei vostri comunicati, delle vostre chiacchiere, delle dichiarazioni vuote che riempiono giornali e che intasano le nostre orecchie. Via, a casa. Ci penseremo da soli a difendere la nostra Patria; resteremo noi, italiani nel mondo senza stipendio di lusso né privilegi, a dire no a chi vuole svendere la cittadinanza italiana in cambio di un pugno di voti. Resteremo noi a difendere noi stessi, ci stringeremo gli uni agli altri e – ne sono certo – conteremo più di quanto possiate contare voi, burattini i cui fili sono mossi dai partiti.
Ci avete provato, dite, ma l’Italia vi ignora? Prendetene atto e abbandonate gli sforzi. Soprattutto se i vostri sforzi sono più forti e decisi nei confronti di chi non ha nelle vene neppure una goccia di sangue italiano, piuttosto che nei confronti di chi ha il dna tricolore fin dalla nascita. Ipocriti che non siete altro, ma davvero vorreste convincerci, con il vostro politicamente corretto, che basterebbe nascere sul suolo italiano per dirsi cittadini italiani? No, noi non ci caschiamo. Di più: noi non vi vogliamo, se questo è tutto ciò che sapete fare.
Con i miei interventi su ItaliaChiamaItalia ho sempre difeso l’istituzione dei parlamentari eletti oltre confine, ma la misura è colma: leggo le vostre dichiarazioni sulla necessità di istituire lo ius soli, quando dovreste prestare attenzione al macello che esiste oltre confine, fra le nostre comunità. Imu, Tarsu, rete consolare, made in Italy, lingua e cultura italiana, voto estero, patronati che ne combinano di tutti i colori, associazioni fasulle, enti gestori che non servono, giornali fantasma che ciucciano soldi allo Stato, Camere di Commercio che esistono solo sulla carta: temi che vi siete dimenticati o che avete deciso di non affrontare, forse perché scomodi, forse perché non vi regalano la visibilità che desiderate, forse perché siete semplicemente incapaci di farlo. Non staremo qui a vedere, con le mani in mano, rappresentanti degli italiani nel mondo difendere quelli che italiani non sono. E’ il colmo! Gettate la spugna e lasciateci soli. Ce la caveremo anche così.
































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