Stefano Albarosa, membro della Camera di Commercio, replica alla lettera di Ernesto Rossi, sulla Camera di Commercio italiana in Ungheria.
Gent.le Sig. Rossi,
sono Stefano Albarosa, membro della Camera di Commercio e socio del Sig. Giuseppe Cammisa nella ETC Kft, società attiva nel settore della distribuzione dei veicoli commerciali in Ungheria. Di scandaloso ed inaccettabile in questa triste vicenda vi era solo, prima della sua nota, l’articolo pubblicato sul sito web della rivista Ungherese HVG. Scandaloso per la superficialità, la faziosità e la falsità rispetto ai fatti riportati ed inaccettabile per la rappresentazione che veniva data del sistema Italia in Ungheria. L’Italia e’ fra i più importanti partner commerciali dell’Ungheria ed ha contribuito negli anni allo sviluppo del sistema economico di questo Paese esportando non solo le sue eccellenze, ma anche una cultura imprenditoriale, mi riferisco alla piccola e media impresa, che anche in questo Paese genera la maggioranza del PIL.
Di fronte ad un attacco così falso ed ingiustificato e’ fondamentale, come sistema Italia, rispondere in maniera unita, ferma ed inequivocabile. E’ inammissibile infatti che si permetta a chicchessia di ridurre la presenza degli Italiani in Ungheria ad un cumulo di criminali in cerca di ripulire la propria immagine. Personalmente trovo assolutamente riprovevole il fatto che qualcuno, probabilmente per interessi e tornaconti personali, non esiti a infangare l’immagine del nostro Paese.
E’ stato reso noto ai soci con un comunicato da parte della Presidenza che la camera di commercio, dopo il necessario coordinamento con altre componenti del sistema Italia, e’ prontamente intervenuta ed ottenuto, seduta stante, alcune importanti correzioni nella versione on-line dello stesso articolo ed e’ molto determinata nell’attuare tutte le azioni necessarie per potere ristabilire la verita’, identificare e fare condannare chi compie questa opera diffamatoria. Nel corso dell’ultimo consiglio direttivo il consiglio ha rassegnato il proprio mandato a dimostrazione del totale disinteresse verso il “presunto” potere ed allo stesso tempo a tutela del superiore interesse della camera rispetto anche al proprio.
Si tratta di azioni che, come socio, ho molto apprezzato e che riflettono a mio avviso la qualità delle persone così vigliaccamente attaccate. Nel caso di Giuseppe Cammisa parlo per conoscenza di causa: Giuseppe e’ stato, a partire dal 1999 un dirigente del nostro gruppo con importanti e crescenti responsabilità sia in Ungheria che in Romania. In riconoscimento al suo contributo professionale, a partire dal 2010 e’ anche nostro socio, oltre che uno degli amministratori, della nostra società Ungherese. Fra le mie molte conoscenze, non credo di avere mai incontrato persona che abbia di Giuseppe un giudizio meno che positivo. Credo che tutti quelli che lo conoscono ne apprezzano la generosità’ con la quale si mette al servizio di chi ha bisogno, le sue qualità umane e la sua forza d’animo. Menziono anche il suo attaccamento all’Italia ed il suo instancabile contributo a tutte le iniziative che mettano in evidenza il nostro sistema Paese. Il fatto che Giuseppe sia stato il più votato fra i membri eletti nell’ultimo consiglio e’ solo una ulteriore prova di quanti siano i soci che apprezzano le sue qualità.
Giuseppe non e’ mai stato condannato e in nessun caso coinvolto nei processi da lei menzionati (Rostagno e Alpi) come peraltro si può desumere dalla fedina penale che ha messo a disposizione dei membri del consiglio direttivo della camera insieme alla proprie dimissioni. Affermare il contrario e’ reato di falso e di diffamazione.
Non conosco, con questo grado di dettaglio e quindi non mi esprimo, le vicende menzionate nell’articolo di HVG rispetto al Presidente Pusceddu ed al Sig. Ruchini. Rispetto al presidente Pusceddu conosco pero’ la sua realtà imprenditoriale in Ungheria e quanto la stessa possa essere un esempio da esibire con orgoglio rispetto a quanto realizza il sistema Italia in Ungheria. Si tratta di un imprenditore dinamico, apprezzato e capace che gode di tutta la mia stima.
Come socio della camera ho seguito il processo elettivo che ha portato alla nomina di questo consiglio ormai molti mesi fa. Proprio per averlo vissuto ipotizzare brogli e’ non solo fortemente offensivo rispetto a tutti i soci che hanno partecipato al processo elettivo (direttamente o tramite delega) ma anche un non senso logico perche’ significherebbe che i soci della camera, anche ex post, rispetto ad un presunto “colpo di mano da parte di presunti criminali” non siano stati in grado, in tutti questi mesi, di impostare alcuna reazione.
Concludo questa mia nota con un invito. Prima di riprendere, amplificandole, informazioni inaccettabili e scandalose, si preoccupi di conoscere personalmente i fatti e le persone di cui parla. Non solo per non esporsi, mi auguro involontariamente, al reato di falso e di diffamazione, ma anche per evitare di contribuire a danneggiare i superiori interessi del sistema Italia in Ungheria.
Le suggerisco in questo senso di incontrare il Presidente Pusceddu, il Vicepresidente Cammisa o anche tutto il consiglio direttivo nel suo complesso. Parli con i soci della camera e altre componenti del sistema Italia o Ungheria che collaborano proficuamente con la camera. Se le sta così a cuore l’interesse della Camera si registri fra i suoi membri, conquisti la loro fiducia ed il loro consenso e prenda parte ai suoi organi direttivi. Proprio perche’ si tratta di impegnative responsabilità non remunerate le persone capaci e di buona volontà sono sempre benvenute.
Non si tratta solo di ricerca della verità, ma soprattutto di senso di responsabilità rispetto all’immagine del nostro Paese.
Un cordiale saluto,
Stefano Albarosa
































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