Un hub politicamente stabile, con una economia in crescita, che condivide con l’Italia e l’Europa la lotta alla pirateria e l’impegno per la sicurezza della regione: l’Africa occidentale riparte dal Ghana che, al ministro degli Esteri Emma Bonino – ad Accra da ieri – ha fornito "conferme" e prospettive. Il vice presidente Paa Kwesi Bekoe, il ministro degli Esteri Hannah Tetteh, le donne delle Ong, tutti gli interlocutori politici e istituzionali hanno raccontato a Bonino la voglia e la possibilita’ concreta di crescere anche con l’aiuto dell’Italia, partner storico del Paese e pronto a confermargli fiducia e impegno.
Forte di una stabilita’ che ha consentito, dal 1992, sei consultazioni elettorali senza problemi, il Ghana non si sottrae a nessun dossier, chiede a Roma una cooperazione bilaterale "molto estesa" a livello di intelligence per il contrasto alla pirateria ed e’ pronto a fare la sua parte per la stabilita’ della regione. Il ministro della Difesa Mark Owen Woyongo, nell’incontro con la titolare della Farnesina, non ha nascosto la preoccupazione per il rischio di contagio che l’instabilita’ di Paesi come Mali e Nigeria puo’ comportare. La "discesa a sud" dei gruppi armati maliani e’ un rischio reale, come pure un incontrollato flusso di profughi se si allargasse in Nigeria lo scontro sociale e religioso tra gruppi jiahdisti come Boko Haram e componenti cristiane. D’altra parte Accra – che partecipa con oltre 80.000 militari a una trentina di operazioni di pacekeeping nel mondo – conferma che la sua strategia e’ quella di non tirarsi indietro, e ha appena deciso di raddoppiare la sua presenza in Sud Sudan.
A dare una mano, una crescita media dell’economia del 7 per cento l’anno che potrebbe consentire al Ghana di passare entro il 2015 dallo status di Paese povero a quello di Paese a medio reddito, secondo gi standard della Banca mondiale. Lo sviluppo e’ disordinato, l’urbanizzazione incontrollata difficile da fermare, la sterminata e polverosa bidonville che circonda il centro di Accra quasi impossibile da gestire. Ma le piccole e medie imprese provano ad espandersi, le materie prime ci sono – dagli idrocarburi scoperti da Eni all’oro, ai diamanti, al manganese – l’agricoltura ha grandi margini di miglioramento e razionalizzazione. Senza dimenticare il cacao, di cui il Ghana e’ secondo produttore mondiale, e che sara’ il fiore all’occhiello della partecipazione di Accra a Expo 2015. Non e’ un caso che Bonino abbia scelto il Ghana per la sua prima visita a sud del Sahara da capo della diplomazia italiana.
"Smettiamola di pensare all’Africa come a un unico continente in difficolta’" perche’ il "nostro ruolo" e’ invece quello di "rafforzare i Paesi che sono a meta’ del guado, che hanno istituzioni forti e dove la questione diritti umani e diritti civili va di pari passo con la governance", e’ l’idea del ministro che intende "riaprire i riflettori su un’Africa che non deve essere vista solo come terreno di crisi ma che ha potenzialita’ importanti di progresso". In tema di diritti umani la situazione e’ decisamente migliore rispetto alla media africana e non esistono, ha precisato Bonino, "discriminazioni normative" per le donne, anche se cultura e tradizioni rendono l’applicazione di una vera parita’ ancora "tutta in salita".
































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