L’Italia, circondata da coste meravigliose, le cui spiagge verranno prossimamente, come si legge, offerte al miglior acquirente – italiano o straniero che sia -, contornata e attraversata da montagne imponenti, con territori ricchi di storia, di cultura e di meraviglie naturali e paesaggistiche – che per tutte queste caratteristiche potrebbe essere connotata come un piccolo "paradiso terrestre" – e’ abitata da 60 milioni di cittadini che l’hanno ridotta in un vero e proprio "casino", con un sistema incapace di governarlo. Un Paese che nel suo lungo e tortuoso processo dialettico di rinnovamento, infinito ed inconcludente, disunisce e delude sempre di più, allontanando la speranza di un suo cambiamento effettivo ed urgente.
Un Paese – sotto la dominazione, ormai storica, della malavita, della corruzione, dell’evasione fiscale, del pessimo funzionamento dell’apparato pubblico e privato, affidato a corrotti e a corruttori, a raccomandati, a politici miopi e intriganti, ad una moltitudine di amministratori pubblici e dipendenti pubblici inefficienti ed assenteisti, affollata da moltitudine di pensionati fasulli e di pensionati nababbi, guidata da sindacati e partiti impegnati nella strenua difesa dei loro interessi e privilegi, caricato di spese pubbliche per opere pubbliche mai o mal realizzate, di spese improduttive ed ingiustificate, abitata da falsi invalidi civili dilaganti nell’impiego pubblico, amministrata da diplomati e laureati per grazia ricevuta, percorsa nel suo territorio da milioni di auto senza assicurazioni e da autisti senza patente; un Paese bisognoso di urgenti riforme radicali in tutti i comparti vitali della sua vita pubblica, tartassato da oneri tassativi rispetto ad una spesa pubblica troppo grande e progressiva, guidato da una classe dirigente e politica inadeguata, espressione del sistema in cui si e’ formata ed incapace di opporsi ad esso; un Paese così difficilmente puo’ avere un futuro migliore rispetto alla sua situazione attuale.
E’ quasi impossibile che la classe politica attuale, che dal sistema e’ emersa per governarlo, possa avere la forza morale e politica per opporsi al sistema stesso ed imporgli quel processo di cambiamento di cui il Paese ha urgente bisogno. Una classe politica che quotidianamente alimenta un Governo che, per questioni relative ai suoi stessi componenti o ai partiti di appartenenza, e’ costretto ad occuparsi di tutto tranne che delle problematiche che abbiano a che vedere con il Paese; un Governo che quando riesce a trovare delle soluzioni ai gravi ed urgenti problemi lo fa solo perche’ costretto, in modo spesso contradditorio ed inopportuno, alimentando ingiustizie sociali gravi, senza una visione di insieme e senza incidere sostanzialmente e realmente, improntando la sua navigazione in modo che possa galleggiare a lungo sulle acque di un Paese che sta, nonostante le rassicuranti affermazioni dei governanti di turno, affondando.
L’unico modo, forse, per avere un cambiamento effettivo, che visto la precarietà e l’ineluttabilità della situazione varrebbe la pena sperimentare, sarebbe l’affidamento transitorio della gestione dello Stato italiano a forze e persone da individuare fuori dal sistema medesimo per far emergere nell’interesse unico del Paese l’attuazione di un piano o progetto di riforma complessiva, attraverso un processo dialettico stringente e definitivo, per la costituzione di un "nuovo stato", che con un reset generale, lo connoti veramente come democratico, assicurandone in primo luogo una sana gestione della spesa pubblica e favorendo una vera crescita sociale ed economica, eliminando tutto quello che in tutti questi anni ha dato ampie riprove di inadeguatezza, di inefficienza e di freno dello sviluppo, dando al Paese, finalmente, un volto innovativo, moderno, agile, organico e determinato.
Le mezze misure, i compromessi egoistici, le misure imposte a seguito di esercizio di potere, non servono allo stato e quindi a noi cittadini. Pochi uomini, poche ma buone idee, spese efficienti e produttive, consapevolezza dei ruoli. Analisi di ogni comparto ed adeguate misure migliorative, essenziali, pratiche, gestibili, semplici ed efficaci. Sembrerebbe facile in linea teorica, ma nella prassi italiana ovviamente impossibili, ingestibili, improponibili, irrealizzabili e questo non certamente per incapacita’ ma per un semplice fatto di carattere culturale.
Tutto cio’ per dare a noi cittadini la dimostrazione che un cambiamento e’ possibile e la forza per continuare a credere nel futuro del Paese e per sfruttare al meglio quelle potenzialita’ che il nostro sistema, quello da noi creato e sostenuto, ha depauperato.
Si puo’ veramente credere che Letta, Renzi, Grillo o chi per essi, possano cambiare le sorti del nostro Paese? Ormai tante speranze si sono esaurite e la forza per credere in altre e’ scemata, ma la realta’ e’ addirittura peggiorata. Saranno questi capaci di debellare la malavita, di eliminare gli sprechi e la corruzione, di riformare veramente il Pease? Questi sono i veri problemi del paese, da cui non si puo’ certamente derogare. Se vogliamo un futuro, dobbiamo necessariamente incidere in questa realta’! Perche’ non si dovrebbe o non si potrebbe pretendere ed adoperarsi per eliminare questi atavici problemi, che rendono la nostra nazione incivile, ingiusta e poco vivibile? Perche’ , ormai essendoci quasi abituati a convivere con essi, bisogna credere o sostenere che non si possano eliminare? Sarebbe invece ragionevole e sensato adoperarsi e pretendere che essi vengano debellati o risolti. Cosa lo impedirebbe? Con questo sistema, come abbiano avuto ed abbiamo occasione di constatare, e’ ovvio che cio’ non possa avvenire. Manca forse la volonta’ di farlo, per interesse di parte? Ecco per cui, solo al di fuori di questo contesto, si puo’ sperare di trovare una soluziona adeguata.
Quanto tempo passera’ ancora finche’ saranno apportate tutte quelle riforme che si ritengono necessarie e come saranno applicate? La credibilita’ del nostro Paese da parte degli altri Stati e’ subordinata, quasi unicamente, alla loro convenienza economica; su ben altri fattori dovrebbe basarsi invece la credibilita’ di noi italiani nei confronti del nostro Paese. Quanti affari fara’ ancora la mafia, quanti miliardi di evasione fiscale saranno ancora sottratti allo Stato e quanti dalla corruzione e dalla sperpero di denaro pubblico , quanto tempo per le riforma elettorale, della giustizia, del sistema fiscale , della formazioni e quante ingiustizie dovranno ancora subire i cittadini onesti e a quanto ammontera’ la spesa pubblica e a quanto la pressione fiscale prossimamente prima che finisca questo scandaloso andazzo? Fino a quando lo Stato italiano potra’ resistere senza scoppiare?
Quanto tempo passera’ ancora finche’ saranno apportate tutte quelle riforme che si ritengono necessarie e come saranno applicate? La credibilita’ del nostro Paese da parte degli altri Stati e’ subordinata, quasi unicamente, alla loro convenienza economica; su ben altri fattori dovrebbe basarsi invece la credibilita’ di noi italiani nei confronti del nostro Paese. Quanti affari fara’ ancora la mafia, quanti miliardi di evasione fiscale saranno ancora sottratti allo Stato e quanti dalla corruzione e dalla sperpero di denaro pubblico, quanto tempo per la riforma elettorale, della giustizia, del sistema fiscale, della formazione e quante ingiustizie dovranno ancora subire i cittadini onesti e a quanto ammontera’ la spesa pubblica e a quanto la pressione fiscale prossimamente prima che finisca questo scandaloso andazzo? Fino a quando lo Stato italiano potra’ resistere senza scoppiare?
Fa rabbia assistere quotidianamente allo spreco di tante opportunita’ storiche che condizionano e dilazionano all’infinito una vera crescita civile della nostra societa’ costringendoci ad un’indegna autoumiliazione, ad un inutile sacrificio e alla rinuncia ad un presente ed a un futuro migliore.
































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