Immigrati, Toti: distruggere le barche degli scafisti

"Piano B? E chi l’ha visto? Va bene sbattere i pugni sul tavolo in Europa, ma come diceva Andreotti non basta aver ragione, serve qualcuno che te la dia. Anche in politica estera". Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, in una intervista alla Stampa, ribadisce il suo no alla linea sull’accoglienza ai migranti.

Sui nuovi arrivi commenta: "Purtroppo è la dimostrazione di quanto il governo sia insensibile rispetto a un allarme condiviso e non solo dalle Regioni di centrodestra. Ancora oggi a Renzi abbiamo ribadito il concetto: non ci sono sindaci contenti di gestire questa situazione, anche se quelli del Pd fanno buon viso a cattivo gioco. Non si può scaricare tutto sugli enti locali. In particolare in Liguria, regione piccola, in crisi e alle porte della stagione turistica".

Aggiunge sul vertice a Palazzo Chigi: "Oggi Renzi ci ha garantito che andrà in Europa a battere i pugni sul tavolo? Bene. Ma non mi sembra che sortisca grandi effetti: stiamo svuotando il mare con una forchetta". Quindi rilancia l’idea dei campi profughi in Libia: "Nessuno parla di guerra né di neo-colonialismo. Dobbiamo parlare con le autorità che ci sono e aiutarle a controllare le coste con le nostre strutture e la forza militare ed economica se necessario. Distruggere le barche degli scafisti e fare accordi con Tunisia, Egitto, con i sindaci delle città costiere della Libia. E poi lì si decide chi ha diritto di entrare in Europa, non solo in Italia, i profughi veri, e chi no. Se il governo fa questo, la nostra collaborazione è totale".