Il turismo di ritorno fa bene all’Italia e agli italiani nel mondo

Sarei favorevole, per esempio, a fare accordi a livello scolastico per fare venire qui in Italia i giovani italo-discendenti residenti all'estero

Prendo spunto da alcune dichiarazioni dell’On. Mario Borghese, MAIE, riguardo al turismo di ritorno, riportate nei giorni scorsi su ItaliaChiamaItalia.

Il turismo di ritorno sarebbe molto positivo tanto per l’Italia quanto per gli italiani nel mondo. Potrebbe essere un volano per il turismo nel nostro Paese e potrebbe aiutare gli italiani all’estero (specie quelli nati nei Paesi in cui vivono) a riprendere i contatti con la loro terra d’origine.

Anzi, io andrei oltre. Sarei favorevole, per esempio, a fare accordi a livello scolastico per fare venire qui in Italia i giovani italo-discendenti residenti all’estero. Si potrebbero benissimo fare accordi tra i ministeri dell’Istruzione del nostro Paese e quelli dei Paesi in cui gli italiani all’estero sono residenti.

I giovani figli e nipoti degli italiani residenti oltre confine debbono avere il diritto di potere tornare in contatto con le proprie radici, debbono sentirsi parte del nostro Paese, perché lo sono.

Questo favorirebbe anche il turismo nel nostro Paese. Lo Stivale ha delle bellezze uniche al mondo, dalla Vetta d’Italia a Pantelleria. Penso ai parchi e alle città storiche, come Verona, Mantova, Bologna, Urbino, Ancona, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

Oltre ad essere un modo per tornare ad unire gli italiani nel mondo all’Italia, il turismo di ritorno sarebbe un ottimo volano per la nostra economia. E l’Italia ne avrebbe tanto bisogno.