L’INTERVISTA | Borghese (MAIE) da Matera, l’Italia punti sul turismo di ritorno

Il vicepresidente del MAIE ricorda: “Nel contratto di governo ci sono diversi punti che interessano gli italiani nel mondo. Noi dobbiamo offrire ai nostri connazionali che vivono all'estero una migliore rete consolare, migliori servizi”

On. Mario Borghese, vicepresidente del MAIE - Movimento Associativo Italiani all'Estero

L’On. Mario Borghese, vicepresidente del MAIE, a margine della plenaria CGIE a Matera, intervistato da 9colonne ha detto di essere “molto contento e molto emozionato per questa bellissima iniziativa del Consiglio generale degli italiani all’estero che realizza la plenaria qui nella bellissima città di Matera. Una città con tantissima storia, cultura, che ha saputo in questi anni sfruttare le sue potenzialità con la candidatura come Capitale europea della cultura 2019”.

Secondo Borghese “è un’opportunità unica per il Consiglio generale degli italiani all’estero, un organismo che rappresenta le nostre comunità nel mondo e sarà un ambasciatore che porterà la voce di Matera nei diversi territori: questo ci permetterà un turismo di ritorno, con più turisti in questa città”. “Quando parliamo di turismo di ritorno parliamo di un’economia che si muove e dà più risorse. L’Italia deve puntare su questo”.

“Nel contratto di governo – ha ricordato il deputato del Movimento Associativo Italiani all’Estero – ci sono diversi temi per gli italiani nel mondo. Noi dobbiamo offrire ai nostri connazionali che vivono all’estero una migliore rete consolare, migliori servizi, un’attenzione adeguata ai nostri concittadini che sono più di 5 milioni iscritti all’Aire”.

L’On. Mario Borghese insieme ad alcuni consiglieri CGIE del MAIE durante l’ultima Plenaria alla Farnesina

“Stiamo lavorando insieme ai colleghi della Lega e del M5S su un emendamento per assumere nuovi contrattisti. Ci sono dei concorsi che certamente si faranno l’anno prossimo – ha concluso Borghese – perché ci sono delle realtà come ad esempio i consolati di Londra, San Paolo e Buenos Aires che hanno bisogno di più risorse umane per migliorare i servizi consolari”.