Il ritmo dell’INPS – di Marco Chierici

Il nostro INPS mi manda oggi (e siamo in ottobre) una comunicazione scritta per avvisarmi che una mia dipendente (da molto tempo ex dipendente) non è stata trovata in casa durante un periodo di malattia. Il fatto risale ai primi di marzo di questo anno bisesto. A me non interessano le conseguenze economiche, perchè di pochi spiccioli si tratta, ma interessano i tempi biblici con cui il nostro Ente Previdenziale sta funzionando. Oltre sei mesi sono trascorsi da quell’episodio. Io non ricordo nemmeno più che faccia aveva quella dipendente. Questo è il risultato della informatizzazione della Pubblica Amministrazione voluta dall’ex ministro Brunetta? Tutto veloce, tutto on line, tutto fluido e in tempo reale?! Un bel vaffa alla Beppe Grillo da parte mia a quel baraccone mangiasoldi.

Non parliamo della pensione: dopo i fiumi di denaro che ho versato in tre decenni, mi spetterà un vitalizio da terzo mondo. Perchè? Perchè viviamo in un paese del terzo mondo. Avrei comprato un paio di appartamenti con quei soldi e oggi potrei avere la mia rendita da locazione, un capitale da lasciare a mia figlia e sarei meno irritato con lo Stato italiano. Un plauso al coraggio degli evasori totali, perchè alla fine sono loro a cavarsela in questa giungla di imbecilli.