IL CASO | Non mi spaventa Greta Thunberg, mi spaventano i Gretini

Lei è una ragazzina che in realtà mi fa solo pena. Non provo rabbia per Greta, ma per coloro che la usano in questo modo scellerato

Non sono solito a deridere una persona per le sue espressioni facciali o per altri particolari. Questo discorso vale anche per Greta Thunberg, la ragazzina svedese che sta girando per l’Europa per fare le sue campagne ambientaliste. Non mi piace deridere una persona che, tra l’altro, è anche affetta da sindrome di Asperger, un disturbo che non le permette di avere relazioni sociali. Però, io trovo assurdo tutto il circo mediatico che c’è intorno a lei.

Greta è usata come una sorta di “testimonial” da quei gruppi progressisti che parlano tanto di “catastrofi imminenti”. Mi viene in mente Al Gore, vice presidente americano dell’amministrazione Clinton, il quale ha detto che i ghiacciai si sarebbero sciolti e ha profetizzato altre sventure.

Questi gruppi politici, in realtà, sostengono il terzomondismo, l’idea secondo cui noi Occidentali saremmo i colpevoli di tutti i mali degli altri, quelli del Terzo Mondo, per questo motivo dovremmo diventare un po’ come questi ultimi. Anziché cercare di fare sì che quelli del Terzo Mondo possano stare meglio, secondo questi “soloni”, noi dovremmo diventare più poveri.

Questi sono i personaggi che gravitano intorno a Greta, la quale è usata come una marionetta. Io non provo rabbia per Greta, ma per coloro che la usano in questo modo scellerato. Una ragazzina come lei dovrebbe andare a scuola ed essere inserita in un contesto che possa aiutarla. Invece viene sfruttata da gente che nella sua vita ha solo profetizzato sventure e che agisce solo per un’ideologia che non ha portato alcun beneficio. Non mi spaventa Greta, per la quale provo pena, ma mi spaventano i “Gretini”.