Il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) accelera sul doppio fronte delle riforme istituzionali e del rafforzamento politico nazionale.
In una conferenza stampa molto partecipata tenutasi a Roma, il presidente Ricardo Merlo ha annunciato il convinto sostegno al Sì al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e la presentazione di una proposta di legge per riformare il voto degli italiani all’estero.
Al fianco di Merlo, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, la segretaria Mara Carfagna, il senatore e vicepresidente MAIE Mario Borghese e l’onorevole Franco Tirelli, primo firmatario della pdl alla Camera.
Prima dell’avvio della conferenza stampa, si è svolto un incontro di grande rilievo politico e istituzionale tra il presidente Merlo, il vicepresidente Sen. Borghese e Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica e del dipartimento Adesioni di Fratelli d’Italia, insieme all’On. Giovanni Donzelli.
Un confronto importante, strategico, che conferma la centralità del dialogo tra le rappresentanze degli italiani nel mondo e i vertici del principale partito di governo.
Al centro dell’incontro il voto all’estero e il referendum, temi cruciali per garantire piena partecipazione democratica, trasparenza e tutela dei diritti delle nostre comunità oltreconfine.
Non si è trattato di un semplice scambio di vedute, ma di un momento di programmazione politica concreta: uno spazio di ascolto e di progettualità condivisa, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra l’Italia e i suoi cittadini nel mondo, affrontando con visione e responsabilità le sfide che attendono il Paese.
Un segnale chiaro di attenzione e di volontà di lavorare insieme per il futuro della rappresentanza degli italiani all’estero.
Referendum: mobilitazione globale per il Sì
“Si tratta di una riforma di buon senso che modernizza la magistratura italiana rendendola più forte e autonoma”, ha dichiarato Merlo, sottolineando come il MAIE abbia già attivato una campagna su scala internazionale.


Nei giorni scorsi il Movimento ha riunito i propri rappresentanti provenienti da Americhe, Europa, Australia e Africa. L’obiettivo è portare al voto almeno 1,3 milioni di italiani residenti all’estero. “Siamo fiduciosi che dall’estero arriverà un contributo decisivo per la vittoria del Sì”, ha ribadito Merlo.
Un passaggio che segna anche un cambio di passo politico: il MAIE non si limita più a rappresentare le comunità italiane nel mondo, ma rivendica un ruolo attivo negli equilibri nazionali.
Riforma voto estero: più controlli, meno sprechi, più dignità
Il punto centrale della conferenza stampa è stato però l’annuncio della proposta di legge per riformare il sistema di voto per corrispondenza.
La riforma introduce un sistema misto con inversione dell’opzione: voterà per posta solo chi manifesterà preventivamente la volontà di farlo iscrivendosi. Oggi, invece, vengono inviate circa 7 milioni di schede elettorali in tutto il mondo.
Secondo Merlo, realisticamente si iscriveranno circa 1,5 milioni di italiani all’estero, quelli che partecipano regolarmente alle consultazioni. Chi non si iscrive potrà comunque votare recandosi di persona in consolato.
Gli obiettivi sono chiari: rafforzare i controlli, ridurre drasticamente le schede annullate, comprimere i costi della consultazione, restituire piena dignità al voto degli italiani nel mondo.

Ma il dato politicamente più rilevante è un altro. Finalmente una forza politica presente in Parlamento, espressione diretta e autentica degli italiani nel mondo, che presenta una proposta concreta per mettere in sicurezza il voto all’estero.
Non un dibattito generico, non denunce episodiche sui presunti brogli, ma una riforma strutturata, depositata alla Camera e sostenuta da una forza di maggioranza come Noi Moderati, partito collocato nell’area di governo e vicino alla premier Giorgia Meloni.
Un fatto fondamentale per il futuro del voto all’estero. Perché significa portare la questione al centro dell’agenda parlamentare con il sostegno di una componente della maggioranza, aprendo la strada a una possibile approvazione condivisa anche oltre gli schieramenti.
MAIE: da forza identitaria a protagonista politico
Dopo quasi vent’anni di presenza in Parlamento e un’esperienza di governo con Merlo già sottosegretario agli Esteri, il MAIE si presenta oggi come un movimento maturo. Non più soltanto forza identitaria delle comunità italiane all’estero, ma soggetto politico strutturato, capace di costruire alleanze, proporre riforme e incidere concretamente nei processi decisionali.

La strategia è evidente: consolidare la rappresentanza globale, rafforzare la credibilità istituzionale e scalare posizioni in termini di peso politico e visibilità nel panorama italiano.
Il referendum e la riforma del voto estero rappresentano così non solo due battaglie di merito, ma il simbolo di un Movimento che punta a compiere un ulteriore salto di qualità, candidandosi a diventare un attore sempre più determinante nel futuro politico del Paese e nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo.






























