Fra le forze politiche che si presentano nella circoscrizione estero c’è anche il Movimento 5 Stelle, quello di Beppe Grillo. Fra i candidati M5S nella ripartizione estera Europa c’è il giovane Andrea D’Ambra, residente a Parigi. 29 anni, laureato in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli – Tesi in Diritto dell’Unione Europea -, studi Post-Laurea in Interpretazione all’Institut Superieur d’Interpretation et Traduction di Parigi, Andrea nutre una grande passione per la politica.
Nato sull’Isola di Ischia, Andrea D’Ambra dal 2005 si dà da fare con il Movimento 5 Stelle. Nel 2008 è stato candidato a sindaco per il Comune di Forio (Isola d’Ischia, NA) con la lista civica “Amici di Grillo per Forio”. Ora si corre per Montecitorio. A ItaliaChiamaItalia spiega: “Ho deciso di candidarmi per fornire il mio contributo, iniziato sul campo con gli ‘Amici di Grillo’ e poi ‘Movimento Cinque Stelle’ nel lontano 2005 sull’Isola d’Ischia. Ho intenzione di unire le capacità e competenze della rete con le mie per portare in Parlamento le nostre idee e le nostre battaglie e trasformarle in legge”.
D’Ambra ha viaggiato e vissuto molto oltre confine: “ciò mi ha permesso di vedere la nostra realtà da una prospettiva diversa per poter prendere spunti positivi ed interessanti e portarli nel nostro Paese”. Secondo lui “il Movimento 5 Stelle oggi rappresenta l’unica vera alternativa al marciume che ci circonda e che ha ridotto l’Italia nelle condizioni che sono sotto gli occhi di tutti. E’ costituito da cittadini che fanno politica senza soldi ed hanno una concezione della stessa intesa come ‘servizio civile’. Avendo 29 anni e facendo parte di un Movimento in cui i giovani sono il punto di forza, la mia esperienza per gli italiani nel mondo me la sono fatta come italiano all’estero che vive qui a Parigi da diversi anni e la campagna elettorale mi ha permesso di approfondire molti dei temi che riguardano noi ‘espatriati’, che poi sono quelli che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle”.
Come stai vivendo la tua campagna elettorale?
“Qui all’estero bisogna ammettere che la realtà è particolare rispetto all’Italia. L’elettorato non si trova scendendo in strada, ma bisogna ‘andarlo a cercare’ con tutte le difficoltà del caso. Ciò nonostante è un’esperienza che dà molto, permette di incontrare tantissime persone, ascoltare le loro problematiche, sensibilità, esigenze e far conoscere il Movimento 5 Stelle, le sue idee e la mia persona. A differenza dei partiti il nostro Movimento è l’unico che rifiuta i ‘rimborsi elettorali’, quindi la nostra campagna è ‘a costo zero’. Non possiamo (e non vogliamo) permetterci di fare tour a spese del contribuente, usiamo molto la rete ma non disdegniamo incontri fisici. Personalmente ho avuto modo di partecipare a due incontri nella svizzera francofona, a Losanna e a Ginevra ed è stata una bella occasione di confronto e dibattito per informare gli elettori. Il resto del tempo di questi ultimi giorni di campagna lo si passa a volantinare presso i negozi, ristoranti e luoghi di ritrovo degli Italiani a Parigi (dove vivo), e, tornando ad internet, facendo tanta campagna anche li, dove non esistono frontiere”.
Come scritto, non è la prima volta che D’Ambra si candida in politica: “Nel 2008 con gli Amici di Grillo dell’Isola d’Ischia mi candidai a sindaco per il Comune di Forio. Ci lanciavamo, primi in Italia, nella corsa alle comunali con le liste civiche ‘di Grillo’. Fummo antesignani di un momento storico che stava arrivando ed è oggi più forte che mai. Riuscimmo nonostante tutto a racimolare il 4% di preferenze, voti liberi, puliti e senza ombra di voto di scambio in una realtà, quella del Sud Italia, che tutti conosciamo per la difficoltà che la gente ha ad esprimere un voto libero, soprattutto a livello locale. Era l’inizio di un percorso che ha portato poi alla nascita del Movimento 5 Stelle, già allora una lista di cittadini incensurati, prestati alla politica, non iscritti ad altri partiti e con un limite di due mandati”.
Che ne pensi dei patronati italiani nel mondo che di fatto sono una vera fabbrica di voti per il Pd?
“Ne ho spesso sentito parlare, citati come cattivi esempi di degenerazione, ma non avevo mai avuto modo di ‘verificare’. Poi abbiamo ricevuto segnalazioni che parlavano di ‘file di persone con delle buste in mano nei pressi dei patronati’ e ho visto il video che circola in questi giorni in rete e i miei dubbi si stanno via via dissipando. Penso che abbiamo la dimostrazione più lampante di quanto questi istituti ‘di assistenza’ dimentichino il loro ruolo istituzionale (e i finanziamenti pubblici che ricevono) per fare il tifo attivo per partiti (o forse sarebbe meglio dire il partito) spesso anche con candidati provenienti dal patronato e trovo ciò vergognoso. Non voglio pensare che siano questi i motivi delle alte percentuali (ed astronomiche preferenze) che questi stessi partiti hanno sempre preso in Europa nei precedenti appuntamenti elettorali, ma è anche vero che spesso a pensare male si indovina…”.
Cosa ti chiedono i connazionali che incontri?
“I nostri connazionali all’estero andrebbero divisi in due fasce, la ‘nuova emigrazione’ ha come prima (e spesso unica) richiesta quella sacrosanta di cambiare e riformare questo nostro Paese per permettergli di tornare in Italia e di evitare a migliaia di giovani di espatriare, perché oggi non si premia il merito mentre all’estero vengono non solo riconosciuti per le loro competenze e capacità ma premiati e viene data loro la fiducia che meritano. Per gli italiani che sono qui da un po’ più di tempo e, costituendo una famiglia, hanno cominciato a considerare l’eventualità di vivere a lungo termine fuori dai nostri confini le rivendicazioni sono semplici e fondamentali, l’essere considerati alla stregua degli italiani in Italia e non come cittadini di serie B, troppo spesso penalizzati (ad esempio con l’IMU che per chi è residente all’estero e ha una casa in Italia è costretto a pagarla come seconda e non come prima casa, passando alle lungaggini burocratiche ingiustificate e discriminatorie che subiscono ogni qualvolta devono avere a che fare con la pubblica amministrazione italiana per il rilascio o il rinnovo di un documento, la chiusura dei consolati, il pagamento delle pensioni INPS per citarne solo alcuni). La priorità consiste nel rimetterli in primo piano e far sentire la loro voce in Parlamento con il giusto peso che meritano considerato che finora nulla o quasi è stato fatto per loro da chi è stato eletto a rappresentarli”.
Twitter @rickyfilosa
































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