Inseguito da un mandato d’arresto per "incitamento all’omicidio", per i violenti scontri scoppiati il 30 giugno nel quartier generale dei Fratelli musulmani al Cairo tre giorni prima che il presidente Morsi venisse deposto, Mohammed Badie e’ l’ottava Guida suprema della Confraternita, eletto il 16 gennaio 2010, alla vigilia della rivolta contro Hosni Mubarak. Nato nel 1943 e veterinario di professione, esponente dell’ala conservatrice dei Fratelli musulmani, era succeduto a Mohamed Mahdi Akef, in seguito alla vittoria degli stessi conservatori – dopo una dura lotta con i riformisti – nelle elezioni del 21 dicembre 2009 dell’ufficio politico del movimento, allora al bando in Egitto, ma che rappresentava la maggiore forza di opposizione nel Paese sin dal 1928.
I Fratelli Musulmani, disse il giorno della sua elezione a Guida Suprema in una conferenza stampa, guardano a una "riforma graduale e pacifica attraverso la lotta costituzionale basata sul dialogo". Per questo, aggiunse, "rigettano la violenza e la condannano sotto tutte le sue forme, sia da parte del governo che da quella degli individui, dei gruppi e delle istituzioni". I Fratelli "non sono mai stati nemici dei regimi al potere", ma il movimento "non esitera’ mai a denunciare la corruzione in tutti i campi e non tardera’ mai ad avanzare consigli e proposte" per fare uscire il Paese dalla sua crisi, furono le sue parole. Prima nell’ombra della clandestinita’ ai tempi di Mubarak e dei militari al potere, quindi nella luce della vittoria elettorale di Morsi, Badie e’ riuscito ad adeguarsi alle diverse situazioni.
Difensore della rivoluzione di piazza Tahrir, e’ poi diventato lui stesso oggetto delle proteste della stessa piazza contro la deriva autoritaria del presidente eletto che hanno infiammato l’Egitto negli ultimi mesi. Dopo la deposizione e l’arresto di Morsi, Badie ha incitato la folla di pro-Morsi in piazza Rabaa, incitandoli al "sacrificio della vita" per il presidente deposto. E all’indomani della carneficina del 14 agosto compiuta dalle forze di sicurezza per sgomberare la piazza, ha invitato i confratelli a "continuare la resistenza pacifica fino alla vittoria sui golpisti". Negli scontri del 16 agosto in piazza Ramses, il figlio Aman e’ rimasto ucciso da colpi d’arma da fuoco. La casa di Badie e’ stata data alle fiamme il 17 agosto dai dimostranti anti-Morsi.
































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