La mia opinione nei confronti di questo governo non è mai stata buona. A mio modesto parere, questo governo dovrebbe dimettersi. Il motivo principale, però, non è il caso del petrolio di Tempa Rossa (che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi) o quello di "Banca Etruria", in cui è coinvolto il padre del ministro delle Riforme e dei Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi. I motivi principali sono il fatto che questo governo non stia facendo nulla per migliorare la situazione del nostro Paese e che non sia legittimato dal voto democratico.
Prendiamo, per esempio, il "Jobs Act", che il premier Matteo Renzi ha tanto decantato come "panacea" contro la disoccupazione. Quando il "Jobs Act" era entrato in vigorie, sembrava che la disoccupazione stesse calando, anche se di poco. Ora, la disoccupazione è tornata a salire. Questo sta avvenendo perché il governo non ha fatto le riforme strutturali, come il taglio della burocrazia, il taglio delle tasse ed una vera riforma della giustizia, né ha implementato politiche atte a favorire investimenti, come un piano energetico che faccia costare meno l’energia elettrica ed una vera politica infrastrutturale.
In un Paese che ha una burocrazia spropositata, un fisco esoso, una giustizia che non funziona bene, l’energia elettrica che costa tanto e poche infrastrutture buone non si fa impresa.
Non parliamo poi della pessima gestione del fenomeno dell’immigrazione clandestina. Questo governo ci sta facendo invadere, portando altri costi. Questo governo è salito al potere senza un mandato popolare (ossia, senza elezioni), con la promessa di risanare il Paese ed invece ha fatto poco e niente. I casi come il crac di "Banca Etruria" e quello di Tempa Rossa, in cui sono coinvolti congiunti di ministri, sono delle gravanti. Casi come quelli citati fanno sprofondare ai minimi la credibilità del nostro Paese. Ecco perché questo governo dovrebbe dimettersi il prima possibile.
































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