DAI CARAIBI | Italiani all’estero, la lettera: “Cari politici, il pisolino è finito”

Come italiani residenti all’estero paghiamo ancora la tassa sui rifiuti, quella sulla televisione e non abbiamo più diritto all’assistenza sanitaria. Che fanno i nostri rappresentanti a Roma, dormono?

Bravo direttore. Magnifica risposta, la tua al signor Schiavone. Magari facciamogli anche sapere, visto che appare placidamente impegnato in altre meditazioni, tre piccoli ulteriori dettagli che aggiungono vergogna ai già tanti abusi ai quali dobbiamo sottostare noi residenti all’estero. E che sono:

  1. il pagamento per intero (365 giorni all’anno) della tassa rifiuti con l’aggiunta di un’incomprensibile maggiorazione, tipo penalità, forse per mancato utilizzo. Lunare. Nessun altro commento.
  2. Il pagamento per intero (365 giorni all’anno) della tassa sulla televisione. Anzi, chi ha scritto, riscritto e fatto scrivere dal legale (io sono tra quelli, ma mi risulta di essere in più che buona compagnia) per segnalare che la tivù non ce l’ha più da illo tempore, non ha mai avuto, nel corso degli anni, il bene (o vogliamo dire l’educazione?) di una risposta. Niente. Neanche una cartolina di saluti.
  3. Stiamo sempre aspettando di riavere quello a cui abbiamo diritto, cioè l’assistenza sanitaria. Che siamo italiani ce lo garantisce il governo quando viene a bussare per i soldi delle tasse. E prende. Poi però, quando abbiamo il raffreddore, non siamo più italiani. E non dà. Bel paese davvero, il Bel Paese.

Cosa dici? Informiamo una buona volta i nostri sonnolenti politici che il pisolino è finito, il Medioevo se n’è andato in malora coi suoi servi della gleba e che c’è stata la Rivoluzione francese. Liberte’, egalite’, fraternite’. Un po’ di ripasso e qualche corso rapido di aggiornamento, tema diritti umani e civili, solidarietà, senso del dovere. Ma forse è scomodo.

Graziella Carrara dalla Repubblica Dominicana