Il mio recente invito a costituire un sindacato di categoria, appello che ho rivolto a tutte le associazioni, ad oggi non ha ricevuto alcuna riposta in merito. E’ evidente che non c’e’ la volontà di prendere posizioni serie per DIFENDERE e DARE alla categoria una maggiore importanza e soprattutto valorizzare il nostro lavoro di cuochi e di promotori del made in Italy e della cucina italiana nel mondo. Le grandi associazioni che si ergono a difesa della nostra categoria non sono altro che organi di pubblicità altrui, e’ evidente che non vogliono assumersi responsabilità: cosa hanno fatto per noi?
Insieme ad altri amici, cuochi di esperienza e tradizione, stiamo per costituire il primo sindacato dei cuochi Italiani: a giorni presenteremo sia lo statuto che il logo, sottoporremo a tutti gli amici cuochi la nostre proposte e idee, e mi auguro che in quella occasione ci sia da parte di tutti maggiore collaborazione. Il mio scopo, e quello degli amici che hanno aderito, e’ di portare la nostra categoria al centro della vita sociale del nostro Paese, rivedere i diritti, lavorare per un Albo professionale, collaborare con le Scuole Alberghiere, puntare a far cambiare il contratto sull’apprendistato che alla luce dei fatti e’ una presa in giro.
Chi si riconosce in questi primi punti e’ benvenuto, le porte sono aperte a tutti e tutti possono contribuire alla crescita e al futuro della Categoria dei cuochi, senza pregiudizi. Le critiche sono ben accettate se sono inerenti alla vita sindacale, noi non giudichiamo le persone, vogliamo avere l’unico compito di essere a fianco dei nostri colleghi perché anche noi siamo cuochi e conosciamo bene la realtà che si vive.
Non vogliamo creare una nuova associazione, ma un gruppo di lavoro all’interno del quale tutte le associazioni siano parte attiva, e diciamo a tutti coloro che hanno a cuore il lavoro dei cuochi: "Siete i benvenuti. Progettiamo e innoviamoci insieme pensando al futuro, nostro e dei nostri figli!”.
































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