‘Le notizie di un colpo di coda di fine legislatura, per distribuire incarichi e contratti a tempo indeterminato all’Ufficio di Presidenza della Camera, sono inaudite. Si tratta di una tipologia di collaboratori regolamentata con decreti, che hanno scadenza insieme alla legislatura. Non si puo’ essere assunti a tempo indeterminato alla Camera dei deputati senza aver superato un concorso pubblico. La violazione di questo principio costituzionale appare evidente se le voci riportate oggi dalla stampa venissero confermate’. Lo dichiara in una nota Antonio Borghesi, presidente dei deputati di IDV.
Aggiunge Borghesi: ‘Inserire 30 persone, a chiamata diretta, violerebbe i diritti costituzionali e i diritti dei lavoratori di ogni livello e grado che hanno prestato la loro opera, anche per piu’ legislature, con contratti in scadenza a fine mandato. Per non parlare dei costi per il bilancio della Camera che, per questi neoassunti, sborserebbe uno stipendio di 100 mila euro l’anno ad personam, una retribuzione non certo da novellini, per un totale di 3 milioni di euro l’anno fino alla pensione’ aggiunge Borghesi. ‘E’ improprio, oltre che immorale, derogare a questo principio mettendo mano al regolamento della Camera, con un’operazione compiuta nottetempo, approfittando del momento di impasse che precede l’insediamento della nuova legislatura. Sarebbe l’ennesimo scandalo, simbolo della decadenza di un sistema, che vogliamo a tutti i costi evitare. Chiedo alla luce di quanto sopra che il presidente Fini convochi riunione capigruppo per dare adeguate spiegazioni in merito’ conclude.
































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