CORONAVIRUS | Rutelli: “Difendiamo l’immagine dell’Italia nel mondo”

“Non dobbiamo essere malmostosi ma neanche ingenui perché è evidente che sulla disinformazione giocano anche interessi molto forti"

Intervistato dal quotidiano Il Messaggero, l’ex ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli dichiara: “Sono rimasto molto colpito da come all’estero sia stata riportata la notizia del recente aumento dei contagi di Covid in Italia. Stiamo rischiando di finire di nuovo nel calderone degli appestati quando invece il nostro livello di nuovi contagi in rapporto alla popolazione è obiettivamente assai inferiore a tanti altri paesi europei ed enormemente più basso, ad esempio, rispetto agli Stati Uniti. Dunque nessun trionfalismo, nessuna riduzione dei livelli di guardia, ma anche nessuna ingenuità: dobbiamo difendere la nostra immagine all’estero per evitare di subire danni ingiustificati e qualche sgambetto da parte di partner che sono anche concorrenti sul piano del turismo e di quello commerciale”.

“Vorrei sottolineare per prima cosa – prosegue l’ex sindaco di Roma – che noi italiani dobbiamo continuare a non sottovalutare il Covid per la nostra salute ed essendo stati il primo paese occidentale colpito dobbiamo valutare bene le gravissime conseguenze dell’epidemia sul nostro turismo, gli strascichi sul nostro export e in generale sull’immagine del Paese. I comportamenti di ogni singola persona hanno un enorme valore collettivo”.

Secondo Rutelli “ci vuole poco ad appiccicare all’Italia e al made in Italy un’etichetta di Paese a rischio che non meritiamo. Basta mettere la foto del Colosseo con un sottotitolo che dice che in Italia c’è un record di contagi per inviare un segnale negativo che, se non contrastato, può avere strascichi assai negativi. Ma vorrei essere chiaro: nessuna polemica con nessuno dei paesi vicini che hanno un livello di contagi in relazione alla popolazione decisamente più alto del nostro. Semplicemente vorrei che all’estero si formi la consapevolezza che l’Italia non è nelle condizioni dei primi di marzo. Non dobbiamo essere malmostosi ma neanche ingenui perché è evidente che sulla disinformazione giocano anche interessi molto forti”.