CORONAVIRUS | Milano, parla un esercente: “In città c’è ancora molta paura, soprattutto in centro”

“In negozio abbiamo una media 3-4 clienti al giorno. Negli ultimi 3 mesi abbiamo avuto un calo del 95% degli incassi. La situazione è tragica, non potremo tirare avanti ancora, anche perché le spese sono alte. Non si possono chiedere il 100% delle tasse e degli affitti se l’esercente non incassa nulla”

Gigi Ragno, titolare della ditta Guenzati di Milano, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulla situazione dei negozi nel capoluogo lombardo ha detto: “Al centro di Milano c’è un’aria abbastanza strana. Vedo più animati i quartieri di periferia rispetto al centro storico”.

“C’è una condizione che mette ancora in ansia le persone. Inoltre a Milano di solito c’è molto movimento legato a chi lavora negli uffici e in questo momento sono quasi tutti in smart working. Aggiungiamo anche che siamo in penuria completa di turismo”.

“Il centro storico sta soffrendo molto. Noi abbiamo riaperto dal 18 maggio, la prima settimana è stata surreale, abbiamo visto forse un cliente il primo giorno, 3 il secondo, nessuno il quarto giorno, poi qualcuno in più il sabato, ma sempre una media di 4-5. La situazione è tragica, non so noi piccole imprese quanto potremo tirare avanti ancora, anche perché le spese sono alte, anche se i fornitori ci stanno venendo incontro. Negli ultimi 3 mesi abbiamo avuto un calo del 95% degli incassi. Non si possono chiedere il 100% delle tasse e degli affitti se l’esercente non incassa nulla. E’ assurdo che in un momento in cui le risorse sono quelle che sono, il governo metta il credito d’imposta, che in questo momento non ti dà liquidità”.

“Si ventilava che almeno ad aprile-maggio fossero previsti contributi a fondo perduto per circa il 20% di mancati incassi, adesso il 20 è diventato 15 e sembra che sia previsto solo per aprile e non per maggio. Il taglio dell’irap vale 2-3 mila euro, meglio di niente, ma ci vorrebbe ben altro per chi ha perso il 95% dell’incasso. Si poteva dare un po’ più di respiro agli esercenti”.