CORONAVIRUS | Italiani all’estero, Torellini (Ugl Scuola Estero): “Chiusura Consolati, ma i problemi sono strutturali”

“Il centro destra a cui guardo con favore in verità non ha mai fatto il centro destra, infatti nonostante le numerose dichiarazioni non ha messo su un modello amministrativo di cultura anglosassone leggero ed efficiente”

“Si sta assistendo causa Covid-19 con sempre maggiore evidenza a strutturali e oggettive limitazioni dell’organizzazione consolare italiana all’estero che si mostra incapace di fornire adeguatamente servizi di natura amministrativa, creando gravi disagi ai connazionali”. Lo dichiara in una nota Francesco Torellini, Ugl Scuola Estero.

“In questi anni sempre in controtendenza rispetto ai vari rappresentanti politici di sinistra eletti all’estero, con esperienze personali di dipendente di uffici scuola di amministrazioni consolari, ho fatto notare che il problema quasi sempre non è la mancanza di dipendenti, ma la produttività di costoro. Diciamo che i signori che ho sopra citato per attrarre voti hanno mantenuto questa fallimentare linea politica da decenni, fermo restando che ci sono stati periodi in cui per questioni di riduzione di spesa sono stati chiusi diversi consolati e non sempre con criteri comprensibili”.

“Il centro destra a cui guardo con favore in verità non ha mai fatto il centro destra, infatti nonostante le numerose dichiarazioni non ha messo su un modello amministrativo di cultura anglosassone leggero ed efficiente, anche se devo però dare atto alla Lega Nel Mondo di essersi interessata direttamente a tali disservizi.

Premesso tutto ciò, nonostante abbia molto da dire sul tema, tratto solo alcuni punti. Nei fatti auspico che sia portata in parlamento una mia proposta che copi di sana pianta un servizio offerto dal modello svizzero e cioé un Call Center H24 che sia attivo a Roma e raggiungibile con un numero telefonico da tutto il mondo. Questo consentirebbe a) di sciogliere quesiti di natura generalista b) in casi di emergenze come quella che viviamo di garantire la continuazione dell’erogazione di servizi e di essere almeno da guida per il cittadino oramai abbandonato a se stesso. Un call center unico garantirebbe una qualità standardizzata del servizio e in più consentirebbe, mediante l’accesso all agende elettroniche dei diversi uffici consolari nel mondo, di monitorare la produttività degli stessi”.

“A quanto proposto suggerisco un approccio culturale alla gestione della macchina amministrativa, che ho ben studiato di tipo diametralmente opposto, che posso sintetizzare con questo esempio: in Italia rinnovare patenti è un lavor,o in Svizzera no, perchè le patenti non scadono. E torniamo alle proposte concrete e semplificative per cittadini italiani all’estero, parlando adesso di iscrizione Aire, una delle questioni più frequenti insieme al rinnovo dei documenti di identità”.

“Il registro Anagrafe Italiani Residenti Estero come non tutti sanno è depositato preso l’ultimo comune di residenza, sappiamo che possiamo iscriverci all’Aire annunciandoci direttamente presso il comune di residenza prima di partire per l’estero e poi completare la procedura tramite consolato, oppure logicamente direttamente all’estero come avviene nella stragrande maggioranza dei casi. Adesso riflettendo: se il Consolato è solo un intermediario, perché non consentire una richiesta di iscrizione Aire con invio direttamente dall’estero al proprio comune con contestuale obbligo di mail per conoscenza anche al consolato? Abbiamo PEC, firma Digitale, scanner, autocertificazioni, di tutto e di più ma non abbiamo quello che basta agli inglesi, la parola del cittadino. Il comune accetta e provvede all’iscrizione, se il consolato ritiene che ci siano dichiarazioni mendaci provvede a controlli. Stop. In questa deviata relazione tra amministrazione e cittadino, deviazione strutturale del nostro apparato burocratico, la sinistra vorrebbe assumere sempre più personale all’estero, cosa che è del tutto disfunzionale alla soluzione dei problemi, al massimo è meglio assumerli in Patria presso gli uffici interessati che hanno certamente una maggiore capacità di rimanere aperti in caso di urgenze come quella che viviamo adesso. Mi sembra l’unica strada sensata da percorrere e va applicata su larga scala”, conclude Torellini.