Con la cultura si mangia

A volte, ci si chiede se questo Paese meriti o meno il patrimonio artistico e culturale che ha. Speriamo che si inverta veramente la rotta

Noi italiani abbiamo una fortuna sfacciata nell’avere un patrimonio culturale enorme. Basti citare città come Mantova, Firenze, Roma, Napoli. Basti citare i numerosi itinerari religiosi ed archeologici, come la nostra gastronomia. Eppure, noi non valorizziamo tutto questo.

Bisogna favorire gli eventi pubblici, come le sagre di paese. Purtroppo, il Covid ha fatto un danno anche nell’ambito culturale. Per esempio, una sagra di paese di un piccolo Comune come la Festa del Pesce del Roncoferraro, in Provincia di Mantova, è un volano per le attività culturali di quel centro abitato. Infatti, la sagra porta al paese tanta gente, anche di fuori, e le attività, come bar e negozi, ne beneficiano.

Si debbono ripristinare gli eventi di carattere enogastronomico, religioso e culturale. Abbiamo tante abbazie abbandonate, chiese, borghi e castelli abbandonati. Non si potrebbero recuperare per eventi di vario tipo?

Per esempio, nel Comune di Sassocorvaro-Auditore, in Provincia di Pesaro-Urbino, vi è il borgo di Castelnuovo. Oggi, quel borgo è ridotto allo stato di ghost town. Non lo si potrebbe riqualificare per farci qualcosa, come luogo turistico e di cultura?

Così, tanti borghi spopolati dell’Italia sono oggi nel degrado, ma li si potrebbero recuperare.

Un altro esempio, è il santuario della Madonna delle Vigne di Trino Vercellese. L’edificio in questione è un esempio di arte barocca in Piemonte, ma è in stato di abbandono. A Castel d’Ario, in Provincia di Mantova, vi è l’ex-chiesa del convento di Susano. L’edificio in questione ospitò le spoglie di un eroe della battaglia che si svolse a Lepanto nel 1571, Paolo Emilio Gonzaga.

A volte, ci si chiede se questo Paese meriti o meno il patrimonio artistico e culturale che ha. Speriamo che si inverta veramente la rotta.