Castelli (viceministro Economia): “La mia frase sui ristoratori? Non mi aspettavo tutte queste polemiche”

“Il M5S ha sempre parlato di riconversione, di sostegno ai processi di cambiamento e di innovazione ed è quello che stiamo facendo da quando siamo al governo”

La viceministro dell’Economia Laura Castelli (M5S) è intervenuta su Radio Cusano Campus e riguardo le polemiche sulla sua frase sui ristoratori ha detto: “Non mi aspettavo tutte queste polemiche. Il M5S ha sempre parlato di riconversione, di sostegno ai processi di cambiamento e di innovazione ed è quello che stiamo facendo da quando siamo al governo. Questo principio è entrato non solo nel pensiero collettivo, ma nella normativa italiana”.

“Oggi – ha proseguito – arriveranno risorse come quelle del Recovery Fund ed è nostro dovere utilizzare questi processi verso le direttrici che ci aiuteranno ad uscire da questa crisi Covid”.

“Accanimento nei miei confronti? Questo brutto costume è sempre molto diffuso, probabilmente è anche una questione di genere. Io ho cominciato a far politica perché fin da quando era giovane mi piaceva discutere e cambiare anche idea a volte, purtroppo questo processo di maturazione collettiva a volte non si riesce a fare perché si preferisce travisare dichiarazioni piuttosto che entrare nel merito. Chi mi ha insultato non è entrato nel merito di ciò che ho detto. Insulti di Paragone? Non è la prima volta che fa certi commenti nei miei confronti. Io continuo a lavorare”.

Riguardo l’accordo sul Recovery Fund. “E’ sicuramente un risultato storico – ha affermato Castelli -. Saranno risorse importanti, i progetti vanno messi a terra e riusciremo ad accelerare quei processi che abbiamo iniziato a fare. Probabilmente riusciremo a realizzare più velocemente ciò che vogliamo e che sono i principi cardine del M5S. Abbiamo pianificato una politica economica che durerà decenni. Task force? Dobbiamo costruire la squadra che porterà avanti questi progetti insieme al governo e ai ministeri. C’è una cabina di regia che andrà avanti negli anni. Mes? Questi 36 miliardi in più all’Italia rispetto alla proposta iniziale del Recovery Fund sono più che una coincidenza”.