Caso Huawei, “Google costretta da Trump a sua volta messo alle strette da Apple”

“E’ un proclama che serve a far vendere più I-Phone. A un certo punto era rimasto solo Renzi ad avere l’I-phone e poi ha fatto la stessa fine, è passato di moda in fretta”

L’avvocato Gioacchino Genchi, esperto di informatica e telefonia, sull’importanza dei big data, parlando a Radio Cusano Campus ha detto: “Oggi affidiamo al nostro smartphone la nostra vita, i segreti più importanti, gli impegni, gli appuntamenti, è un po’ la scatola nera del nostro passato, presente e futuro. Quindi la profilazione degli interessi può servire nell’analisi dei big data per pianificare le offerte commerciali tramite le inserzioni pubblicitarie. Questo è l’aspetto più banale e meno invasivo. Fino a 20-30 anni fa una nazione era importante e faceva paura a seconda di quante testate nucleari aveva, oggi la vera potenza è rappresentata dai big data. Le guerre del futuro non si combatterà più con le testate atomiche, ma con i dati”.

Sul blocco di Google a Huawei. “Trump è stato messo alle strette dalla Apple che sul mercato degli smartphone è stata superata dai cinesi e ha costretto Google ad assecondare la propria strategia espansionistica, dandogli l’ok a bloccare gli aggiornamenti su Huawei. Mi sembra più un proclama che altro, dato che ancora non sta succedendo nulla. In ogni caso credo che Google stia facendo un grosso errore. Nel mondo dell’informatica tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Quando Apple fece il cloud ha condizionato gli utenti, e gli smanettoni hanno avuto bisogno di qualcosa di più aperto nell’utilizzo del device. Le accuse di spionaggio? Valgono per tutti. Non è che il cloud di Apple sia più sicuro degli altri. Il risultato concreto di questo proclama di Trump è che la Apple, che era in grossa crisi e non riusciva più ad avere il dominio del mercato internazionale degli smartphone, adesso sarà scelta più facilmente da chi domani andrà a comprare uno smartphone. Dopo queste notizie, è più facile che qualcuno scelga un I-Phone piuttosto che un Huawei. Ad un certo punto era rimasto solo Renzi ad avere l’I-phone e poi ha fatto la stessa fine, è passato di moda in fretta”.