Capacchione (sindacato Balneari): “Negli stabilimenti riduzione delle postazioni anche del 60%”

“Non siamo interessati ad occupare spiagge libere. Calo della domanda porterà a riduzione importante del numero lavoratori stagionali. Come numero di presenze turistiche si tornerà a circa 60 anni fa, quindi la situazione è drammatica"

Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sulla riapertura delle spiagge ha detto: “Non siamo interessati a occupare spiagge libere, siamo interessati a fornire il massimo dei servizi in termini di sicurezza ai clienti degli stabilimenti balneari. Ad oggi ci sono le linee guida della conferenza delle regioni. La maggior parte delle disposizioni sono uniche per tutto il territorio italiano: 10 metri quadrati per ombrellone e almeno 1,5 metri di distanza tra un lettino e un altro. La gran parte delle spiagge italiane avranno una riduzione delle postazioni, in alcuni casi anche del 60%”.

Su Covid inforunio sul lavoro. “L’Inail con una circolare ha distinto l’infortunio come fonte di erogazione delle provvidenze dell’Inail dalla reponsabilità dei datori di lavoro. Tra l’altro è evidente a tutti che è difficile dimostrare che l’infezione sia stata contratta sul luogo di lavoro, a meno che non ci troviamo di fronte alla violazione palese dei protocolli di sicurezza”.

Sui lavoratori stagionali. “Il numero delle persone da assumere dipende dall’andamento della domanda, noi abbiamo l’assenza della domanda internazionale e una riduzione della domanda interna. Questo porterà ad una riduzione importante del numero di lavoratori stagionali. Come numero di presenze turistiche si tornerà a circa 60 anni fa, quindi la situazione è drammatica”.