Stilettate a destra e a sinistra, con una sola eccezione finale. Carlo Calenda, leader di Azione, non risparmia critiche ai colleghi politici intervenendo a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio 1, dove passa in rassegna alcuni dei principali protagonisti della scena politica italiana, tra attacchi durissimi e un inatteso complimento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Nel mirino finisce innanzitutto Matteo Renzi, leader di Italia Viva ed ex alleato nel progetto del Terzo Polo. Calenda respinge l’idea di essere stato politicamente “ingannato” dall’ex premier: «Per Renzi potrei fare la fine del pinguino che sbaglia strada? Io mi sento piuttosto il pinguino che è sfuggito a Renzi», afferma. Poi l’affondo: «Lui dice che devo decidere dove stare, ma l’ultima volta mi sono presentato con Renzi al centro. A me sembra più uno scorpione, che rischia di pungersi da solo».
Sguardo poi rivolto a sinistra, dove Calenda prende di mira Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.
«In questi anni non l’ho mai visto davanti alle fabbriche nelle lotte contro Elkann e Stellantis», attacca, accusandolo di un impegno politico distante dai luoghi del lavoro. «Io quella battaglia l’ho fatta fabbrica per fabbrica, Fratoianni non l’ho mai visto. È una sinistra particolare».
Alle critiche di Fratoianni, che lo accusa di oscillare tra schieramenti diversi, Calenda replica senza mezzi termini: «Lo dice uno che è alleato di Conte, che prima era alleato con Salvini. In Parlamento Fratoianni definiva Conte il burattino di Salvini e ora la sera gli mette il pigiama». Una risposta accompagnata da toni durissimi che hanno acceso il dibattito politico.
Nel finale, però, arriva l’unica “carezza” della giornata, rivolta alla presidente del Consiglio. «In questo momento Giorgia Meloni è in forma, la trovo una bella donna», dice Calenda, precisando subito: «Non sto dicendo che mi piaccia politicamente o altro, è il Presidente del Consiglio. Le ho fatto solo un complimento».
Parole che, tra polemiche e battute, confermano lo stile diretto e spesso provocatorio del leader di Azione, sempre più deciso a marcare le distanze sia dagli ex alleati centristi sia dalla sinistra.






























