BONAFEDE | Italia Viva contro la sfiducia, Renzi ai 5stelle: “Noi non siamo come voi” [VIDEO]

"Non posso credere che qualcuno immagini che Bonafede abbia stretto un rapporto con la mafia", la "battaglia contro la cultura mafiosa non ci deve tenere divisi"

Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico, durante il voto finale sul dl sblocca cantieri nellaula di Palazzo Madama, Senato della Repubblica, Roma, 6 giugno 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Italia Viva voterà contro la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Matteo Renzi, in aula al Senato, rivolgendosi proprio al Guardasigilli, ha detto: “Se votassimo con il metodo usato da lei nella sua esperienza parlamentare nei confronti dei membri del governo lei oggi dovrebbe andare a casa: Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi”.

“Non ho dubbi, lei è tutto e tranne che avvicinabile dalla mafia, ma spero che questa vicenda possa far riflettere: essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere la propria famiglia a subire l’onta fa male, la notte passi a pensare che è colpa tua se le persone a te vicine, quelle che ami, stanno male”, ha aggiunto il leader di Italia Viva.

“Mi auguro – sostiene Renzi – che questa riflessione abbia colpito, che abbia fatto riflettere Bonafede, che e’ persona assolutamente non avvicinabile dalla mafia. Essere additati ingiustamente sui giornali con le proprie famiglie e subir l’onta di un massacro mediatico fa male. La politica, non il populismo, ci guida. Non è il giustizialismo, ma la giustizia”.

“Noi siamo garantisti, significa credere nel rispetto dei cittadini. Nel 2016 Orlando, allora Guardasigilli, venne a dire ‘ci chiedono di far morire Provenzano a casa’. L’anno dopo successe per Riina. Noi prendemmo l’impegno di garantire il massimo delle cure, ma morirono in carcere, perché quello era il loro posto. Voglio dirle, signor ministro, che sul tema delle scarcerazioni c’è stata troppa superficialità”.

“Non posso credere che qualcuno immagini che Bonafede abbia stretto un rapporto con la mafia”, la “battaglia contro la cultura mafiosa non ci deve tenere divisi”. In conclusione: Bonafede “faccia il ministro della giustizia e non dei giustizialisti e vedra’ che ci avra’ al suo fianco”.

Sull’operato del governo: “Riconosco al presidente del Consiglio di aver dato negli ultimi giorni segnali importanti, ho molto apprezzato la posizione sull’Irap, la battaglia per la legalita’ con la Ministra Bellanova, l’accelerazione sulle riaperture e tuttavia ancora molto e’ da fare”.