Silvio Berlusconi non sara’ a Roma prima di mercoledi’. Il Cavaliere ha in programma oggi una nuova riunione per riempire le ultime caselle dei coordinatori regionali. Ad Arcore infatti e’ nuovamente atteso Denis Verdini, uomo macchina del partito, con cui l’ex premier sta lavorando da settimane alla riorganizzazione azzurra sul territorio. L’occasione servira’ per mettere mano anche ai dossier di politica nazionale, in primis la legge elettorale. Una data ufficiale per un possibile incontro tra Matteo Renzi ed il Cavaliere ancora non c’e’ nonostante sia stata ribadita piu’ volte al segretario del Pd la disponibilita’ ad incontrarlo: Matteo sa bene – e’ il ragionamento fatto con i suoi – che senza di noi non si puo’ cambiare subito la legge elettorale. L’obiettivo di Berlusconi rimane quello di accelerare il piu’ possibile i tempi per tentare di andare al voto a maggio con le elezioni europee. Un timing pero’ che a detta di molti dirigenti di Forza Italia e’ difficile da realizzare: fosse per Renzi il governo dovrebbe andare a casa domani – spiegano in diversi azzurri – il problema pero’ per il leader Dem e’ assumersi la responsabilita’ di staccare la spina. Solo lui puo’ farlo a differenza di Alfano che invece punta ad allungare il piu’ possibile la vita dell’esecutivo.
L’ex premier e’ disposto a giocarsi il tutto per tutto con il segretario del Pd mettendo sul tavolo della trattativa i voti del suo partito per la legge elettorale sul modello spagnolo. Un iter rapido per l’approvazione per poi tornare alle urne. I contatti ci sono da tempo e la trattativa e’ nelle mani di Verdini ma il Cavaliere, fanno sapere da Arcore, e’ pronto ad entrare in campo per chiudere l’accordo. L’argomento sara’ affrontato con lo stato maggiore azzurro al rientro a Roma. Sul tavolo pero’, oltre alla legge elettorale, Berlusconi dovra’ affrontare il forte malumore dei dirigenti azzurri per la scelta di alcuni coordinatori regionali e per il ritardo nella definizione degli assetti nazionali: la rabbia e’ tanta – confidano in diversi – soprattutto perche’ le scelte sono state fatte nel chiuso di Arcore senza consultare nessuno. Nemmeno gli esponenti territoriali. Il ‘malessere’ per il momento pero’ viene sedato in attesa di capire che esito avra’ la trattativa sulla legge elettorale e se ci sono effettivamente dei veri margini per andare a votare in primavera, in caso contrario, c’e’ chi giura che in molti sono pronti a fare le valige.
Il Cavaliere dal canto suo continua ad essere scontento per l’assenza di volti nuovi con cui fare il restyling del partito. E ora, messo al corrente del malumore crescente tra le file azzurre, l’idea e’ quella di creare subito un comitato di presidenza con tutti i parlamentari e solo in un secondo momento pensare alle deleghe. L’unica certezza e’ che l’assetto del partito dovra’ essere pronto per il 26 gennaio quando si terra’ la convention di Forza Italia con cui celebrare il ventennale della discesa in campo.
































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