Il 18 agosto del 1946 era una splendida domenica. Sulla spiaggia di Vergarolla a qualche chilometro della città di Pola dove sono nato, la "Società nautica Pietas Julia" festeggiava l’anniversario della sua costituzione. Le famiglie vi erano accorse numerose, con tutti i loro bambini. La guerra era finita da sedici mesi, anche se i ricordi incombevano brucianti e sulla maggior parte dell’Istria sventolavano già altre bandiere. Nei pressi della spiaggia di Vergarolla erano state accastate 28 mine marine, messe in sicurezza, ma integre della carica esplosiva. Alle 14.10, all’improvviso, un tremendo boato squassò la spiaggia distruggendo tutto nel raggio di un centinaio di metri. Si contarono un centinaio di morti, ma a solo a 64 vittime – quasi tutti donne e bambini – fu possibile dare un nome.
Questo fu il messaggio di Tito agli italiani di Pola e non solo, ed è da questo mini olocausto che ebbe inizio l’esodo.
Vergognosamente solidale con Tito il Partito Comunista dei Togliatti, Longo, Pajetta, Napolitano, che si batterono nel 1948 per dividere l’Italia per consegnarci a Stalin, come un Paese a sovranità limitata.
Purtroppo ci sono ancora in giro personaggi come il vice sindaco di Roma Luigi Nieri che oltraggiano i Martiri delle Foibe, una persona alla quale una Nazione con le palle toglierebbe la cittadinanza. Sfortunatamente ce ne sono troppi di questi in giro per l’Italia.
Questa sera sul Colle di San Giusto alle 19.00 sarà commemorata, come ogni anno, la tragedia di Vergarolla per onorare le vittime innocenti del crudele attentato.
Pino Giubilo, Delegato del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo ‘Bruno Zoratto’ per il Friuli Venezia Giulia
































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