Roma, Palazzo Barberini semichiuso la domenica – di Roberto Pepe

“Ci dispiace ma sono aperte solo 6 stanze sulle 34 a disposizione. Se volete potete entrare a metà prezzo, mentre gli ‘over65’ entrano gratis”. Eravamo una sessantina di soci – quasi tutti “over” – di  una Associazione, provenienti anche da altre città d’Italia  che avevamo organizzato quest’incontro da parecchi mesi,  per domenica 10 giugno. Alle nostre richieste di spiegazione ci è stato risposto che alcune sigle sindacali non permettono lo straordinario nei giorni festivi, perché di basso valore economico. Questa è anche l’Italia della crisi, dove alcune sacche di persone retribuite si permettono il lusso di rifiutare il lavoro, mettendo a loro volta in crisi lo stesso posto di lavoro, in giornate nelle quali il turismo dovrebbe essere una delle poche fonti in attivo dello Stato. Morale: il nostro consistente gruppo era l’unico a mirare la “Fornarina” esposta fortunatamente in una sala aperta. Un Palazzo enorme, fantastico, denso delle più belle opere  presenti nei musei, già oggetto di disputa tra vari ministeri e che fa invidia al mondo intero, essendo, tra l’altro, posizionato in uno degli angoli più belli di Roma, abbandonato al controllo ed alla mercé di pochi guardiani dai visi truci, incazzatissimi, quasi fosse nostra la colpa per cui “loro” dovevano stare lì, anziché  a casa propria!

Scusate se siamo venuti a disturbarvi… Stiamo già organizzando un viaggio per visitare i Castelli della Loira! Lì l’ingresso è costosissimo, ma almeno si ha la certezza di poterli visitare!

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