Aldo Di Biagio attacca il PdL nel mondo. Il candidato al Senato con la lista Monti, nella ripartizione estera Europa, parla di un PdL all’estero i cui “contenuti e programmi continuano a latitare a vantaggio delle chiacchiere da salotto”. E spiega: “prima è stato il tempo delle fesserie, cioè dei fantomatici risultati mai ottenuti, ora invece si è passati al vittimismo misto alle ingiurie, cioè alle accuse di sostegno economico dei patronati a questo o a quel partito o candidato. Come sempre senza uno straccio di prova o di elemento concreto”.
Di Biagio fa nomi e cognomi: “Guglielmo Picchi la dice grossa: ‘il voto sarà falsato’, quasi mettendo le mani avanti per la futura debacle che attende la sua lista. Mi auguro sinceramente che però si assuma tutte le responsabilità del fango che sta gettando addosso al voto all’estero. Chissà perché non ha fatto alcuna denuncia né alcun tipo di intervento presso gli organi competenti, probabilmente perché questa è l’ennesima strategia del pettegolezzo messa su per tentare di sollevare un consento ben lontano”. E ancora, sempre parlando di Picchi: “Forse si dimentica che alcuni patronati sono espressione di una certa Italia sul territorio, sono l’elemento di congiunzione, a volte di riferimento, tra connazionali in difficoltà e la loro terra di residenza, dunque non si può pretendere che questi vengano considerati come un elemento estraneo nella dinamica elettorale, ma sicuramente sono qualcosa di assai diverso da quanto denunciato dal candidato pidiellino. Signor Picchi, al posto suo penserei a fare una sana campagna elettorale, fatta di contenuti, di lealtà e di programma seri, lascerei in un angolo la macchina del fango che tanto piace ai suoi capi di Roma e mi metterei a lavorare seriamente. Mi vergognerei per quanto detto dal suo grande Capo in merito alla velata liceità delle tangenti invece di lanciare ingiurie contro candidati seri e sicuramente molto più concreti di lei”.
































Discussione su questo articolo