Visita ortopedica: come si svolge e quando serve

In generale, è quantomeno consigliabile - se non necessario - sottoporsi a visita ortopedica quando si manifestano dolori muscolari e articolari oppure difficoltà di movimento di gamba e braccia. Nel dettaglio...

L’ortopedico è il medico specializzato in ortopedia, il ramo della scienza medica che si occupa dello studio del sistema locomotore del corpo umano (ossia l’apparato muscolo scheletrico) e, di conseguenza, anche delle indagini diagnostiche e degli interventi mirati al trattamento di disfunzioni e patologie di vario. Il primo step per individuare correttamente un problema di tipo ortopedico è rappresentato da un consulto specialistico, la visita ortopedica. Di seguito, vediamo come si svolge – a partire dalla parte burocratica – e quando è necessario ricorrere a questo tipo di prestazione.

Prenotazione della visita

Quando si decide di rivolgersi ad un medico ortopedico, la prima cosa da fare è prenotare la visita. A tal riguardo, ci sono due opzioni; la prima è quella di rivolgersi ad una qualsiasi struttura del Servizio Sanitario Nazionale. In tal caso, è necessario ottenere l’impegnativa firmata dal proprio medico curante, da presentare al momento dell’accettazione in struttura. In alternativa, è possibile richiedere la visita ad una struttura privata; prenotando una visita al centro ortopedico di Bologna Ionoforetica, ad esempio, è possibile l’ora e la data che si preferiscono, in relazione alle proprie esigenze e possibilità. Per quanto riguarda la presentazione dell’impegnativa, non ci sono obblighi particolari; ad ogni modo, è bene informarsi presso l’ambulatorio o il centro medico nel quale si ha intenzione di sottoporsi a visita, dal momento che in genere è comunque consigliabile presentare la prescrizione medica.

Come si svolge il consulto

L’obiettivo principale di una visita ortopedica è quello di prendere in esame le condizioni del sistema muscolo scheletrico, al fine di rilevare eventuali anomalie o disfunzioni ed individuare la cura o il trattamento necessari. A differenza di altre visite o di alcuni esami, la visita ortopedica non richiede alcuna preparazione particolare da parte del paziente. Ad ogni modo, è buona norma che questi porti con sé i referti degli esami clinici o strumentali, meglio se effettuati di recente rispetto al consulto.

Il primo step della visita consiste nell’anamnesi. L’ortopedico dialoga con il paziente, al fine di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili circa la storia clinica e le abitudini di quest’ultimo. Attraverso una serie di domande, lo specialista cerca di indagare, in particolare, la dieta, lo stile di vita e la familiarità con determinate patologie.

La seconda parte del consulto si concentra sull’esame obiettivo delle cause che hanno spinto il paziente a rivolgersi ad un ortopedico. Questi procede a testare la forza muscolare, la capacità di movimento delle articolazioni e la qualità dei riflessi, oltre a localizzare con precisione l’origine del dolore o di sintomi analoghi. In base ai riscontri della visita, l’ortopedico può disporre alcuni esami strumentali specifici, per un ulteriore approfondimento diagnostico oppure indicare un apposito trattamento (farmacologico o fisioterapico).

Quando rivolgersi ad un ortopedico

In linea di principio, è consigliabile rivolgersi ad un medico ortopedico in presenza di una (seppur lieve) sintomatologia a carico dell’apparato muscolo scheletrico. Per stabilire con certezza se la visita ortopedica sia la scelta più consona alle proprie necessità, è consigliabile rivolgersi prima al medico curante per una valutazione preliminare.

Più in generale, è quantomeno consigliabile – se non necessario – sottoporsi a visita ortopedica quando si manifestano dolori muscolari e articolari oppure difficoltà di movimento di gamba e braccia. Tali dolori possono avere varia origine: stress eccessivo a carico delle strutture, un trauma (atleti e sportivi sono i soggetti più esposti a questo tipo di problema) oppure uno stile di vita particolarmente sedentario. Naturalmente, tra i fattori che possono determinare l’emergere dei sintomi sopra descritti vi sono anche l’età (gli anziani sono maggiormente soggetti a fragilità articolare) e la familiarità di patologie a carico del sistema muscolo scheletrico.