Perché votare SÌ al referendum sulla giustizia? Al centro del dibattito c’è la separazione delle carriere tra chi accusa e chi giudica, uno dei temi più discussi della riforma.
In un video di approfondimento che ho pubblicato sui miei canali social, spiego in modo chiaro un punto centrale: la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice non rappresenta una battaglia ideologica, ma una scelta di equilibrio e garanzia per il cittadino.
Imparzialità del giudice e fiducia dei cittadini
Quando si entra in un’aula di tribunale, la fiducia nell’imparzialità del giudice è fondamentale. La percezione di terzietà – ovvero di equidistanza tra accusa e difesa – è alla base di ogni democrazia moderna.
Separare i percorsi professionali tra magistratura requirente e giudicante significa rafforzare questa percezione, rendendo più netta la distinzione dei ruoli nel processo. L’obiettivo dichiarato dai sostenitori del SÌ è quello di consolidare un sistema giudiziario più equilibrato e comprensibile per i cittadini.
Una riforma per l’equilibrio del sistema
I promotori sottolineano che non si tratta di una riforma “contro” qualcuno, ma di un intervento strutturale per rendere il sistema più chiaro, più trasparente e più bilanciato.
Il referendum sulla giustizia chiama tutti noi cittadini elettori a esprimersi su un tema che incide direttamente sul funzionamento dei tribunali e sul rapporto di fiducia tra Stato e cittadini.
Informarsi, confrontarsi e votare in modo consapevole è il primo passo per partecipare attivamente a una scelta che riguarda l’assetto della giustizia e i principi di imparzialità e garanzia nel processo.
*Vicepresidente MAIE






























