VIDEO | Immigrati, Salvini non molla: “In Italia non sbarca nessuno”

“Mi ha scritto l'Europa, il giudice, l'Onu, che stiamo violando i diritti umani, mi ha scritto un cardinale… Col mio permesso non sbarca nessuno"

“Lo dico chiaro all’Onu e ai cardinali: in Italia no sbarca nessuno”. Determinato come sempre, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, soprattutto in tema di sicurezza e immigrazione. “Sono due giorni” che la nave Sea Watch 3 “mi dice ‘ministro fammi entrare’. Mi ha scritto l’Europa, il giudice, l’Onu, che stiamo violando i diritti umani, mi ha scritto un cardinale qua e un cardinale là. A tutti ho dato la stessa educata risposta: col mio permesso non sbarca nessuno”.

Durante un comizio a Sassuolo, tornando sulla nave ormeggiata al largo di Lampedusa, Salvini ha aggiunto: “Al direttore di un settimanale cattolico che mi ha attaccato perché ieri ho osato parlare di Dio, del Papa, dei nostri valori e mostrare un rosario. Io sono orgoglioso della nostra storia e delle nostre radici e di testimoniare una civiltà accogliente, generosa”. Salvini così replica all’editoriale di Famiglia Cristiana che ha contestato l’uso dei simboli religiosi durante la manifestazione sovranista di ieri a Milano.

Ci sono state infatti reazioni della stampa cattolica all’esibizione da parte di Matteo Salvini, ieri in piazza a Milano, del rosario utilizzato per invocare “il cuore immacolato di Maria che ci porterà alla vittoria”.

“Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a Papa Francesco, ecco il sovranismo feticista”. E’ il titolo dell’editoriale sulla manifestazione di Milano dove -“è andato in scena l’ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani. Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo un’altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza”.

Duro anche il direttore della Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, “Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”, scrive su Facebook. E in un altro post ricorda di “non nominare il nome di Dio invano” per “i propri scopi”.